Terra cruda, Sanluri

 Sanluri - Alla riscoperta della "terra crùa" per la rinascita dell'edilizia sostenibile

Le mura del Castello di Sanluri hanno ospitato venerdì sera l'incontro Terra Crùa. Tra antichi saperi, tecniche costruttive e prospettive future de su Làdiri in Sardegna, organizzato dalla casa di produzioni Nootempo, alla presenza della giovane architetta Sara Collu, tornata a discutere intorno alle riflessioni che il suo libro Làdiri. Il respiro della terra cruda in Sardegna ha fatto emergere a un anno dalla sua pubblicazione.

Il làdiri o, mattone crudo, è un protagonista assiduo dei centri storici del Campidano, troppo spesso associato all'immagine indecorosa di vecchi edifici storici abbandonati all’incuria.

«Questo non è solo un torto al patrimonio culturale della nostra terra - ha sottolineato Sara Collu - ma anche una visione miope del suo potenziale futuro. Oggi si parla tanto di transizione energetica, e il làdiri è un perfetto campione di sostenibilità: la sua produzione non implica processi di combustione, è al cento per cento riciclabile perché nasce dalla terra e tornerà alla terra e, soprattutto, esemplifica una forte connessione tra uomo e natura che abbiamo bisogno di recuperare».


Le parole di Sara Collu hanno trovato eco nelle voci di altri partecipanti, tra cui Marco Sideri, sindaco di Ussaramanna e presidente dell'associazione internazionale Città della Terra Cruda. Questi ha evidenziato la necessità di investire in programmi di sensibilizzazione specialmente rivolti ai proprietari di edifici in terra cruda, spesso trascurati a causa della mancanza di maestranze specializzate nelle tecniche tradizionali.

Una critica condivisa da Luca Murgia, maestro artigiano del làdiri,  appellato quindi con il titolo di ladiraiu: «Siamo oggi troppo pochi a mettere le mani in pasta concretamente. È essenziale ritornare a investire nella vera cultura, non intesa in senso romantico, parlo della cultura del recupero, altrimenti perdiamo il senso di quello che siamo».

Alla tavola rotonda, anche gli interventi di Giampietro Tronci, direttore di Rete Crùu, specializzata in servizi per sistemi sostenibili dell’abitare, dell’architetta Francesca Secci, impegnata per il recupero e il restauro delle abitazioni storiche, e dell'artista sanlurese Lello Porru. Tutti concordi sul duplice valore del làdiri, testimone delle tradizioni passate e, allo stesso tempo, portabandiera di sostenibilità ed efficienza edilizia.

Un incontro che ha fatto risuonare con forza l’invito a costruire un futuro saldo in quanto ancorato alle radici di un patrimonio storico-culturale affascinante, dalla cui rivalutazione può germogliare la speranza di rivedere il calore della terra cruda trionfare sulla grigia freddezza del cemento.

Sara Bandinu (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)© Riproduzione riservata

Immagine in evidenza: un momento dell'incontro di venerdì sera al Castello di Sanluri

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