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Il porticciolo di Tunaria

 Arbus - Partita aspra tra pescatori e Circolo nautico: il comune farà da arbitro?

Per il porticciolo di Tunaria non c’è pace: i pescatori arburesi hanno presentato un esposto in Procura. Da tempo lamentano di non poter accedere all’approdo e ai primi di novembre hanno tenuto un sit-in di protesta al porticciolo, sostenendo di non poterlo utilizzare a causa delle intolleranze del Circolo nautico Porto Palma, dal 2011 gestore del porticciolo.

Posizione che i pescatori hanno divulgato anche in un servizio televisivo, nel quale è intervenuto anche il sindaco di Arbus Andrea Concas, riferendo che avrebbe riferito della necessità di mettere i pescatori nella condizione di lavorare, al Demanio, l’ente che ha disposto la concessione dell’approdo.

È intervenuta sulla vicenda anche Monia Marrocu, consigliera di minoranza del gruppo Arbus bene comune: «Avevo presentato un’interrogazione già durante i primi consigli comunali di questa giunta per sensibilizzare sulla difficoltà lavorativa dei pescatori. I pescatori hanno chiesto sostegno agli organi di informazione perché non si sono sentiti tutelati dalla casa comunale: è una sconfitta per tutta la comunità. Il servizio in tv mi ha fatto male, a livello personale di appartenente a questa comunità. Dopo sette mesi il sindaco ha dato alla stampa la risposta che gli avevo suggerito in Aula a febbraio, poi di nuovo a giugno, ma ancora ci risulta non lo abbia concretamente fatto».

Luca Dessì, presidente del Circolo nautico, si dice amareggiato perché sembra che bloccare i pescatori sia una sua volontà: «Rispettiamo la concessione demaniale e ci atteniamo alle linee guide impartite. Il porticciolo può ospitare 25 barche, 5 posti sono riservati ai pescatori residenti ad Arbus e 2 al transito. In questi anni abbiamo sempre dato massima disponibilità a tutti, anche a chi non aveva titoli per starci. La risposta è stata quella di non rispettare le regole e fare entrare chiunque all’interno. Abbiamo subito furti e bonificato in varie occasioni le banchine lasciate piene di immondizia, reti e imbarcazioni abbandonate».

Dessì spiega poi come hanno il Circolo ha fronteggiato la situazione: «Ci siamo sentiti in obbligo di montare un impianto di videosorveglianza, sostituire il lucchetto dell’ingresso principale, lasciando libero il passaggio laterale, segnalando che l’ingresso è consentito solo agli autorizzati. Evidentemente questi nostri interventi non sono stati graditi. Tra l’altro – ha aggiunto Dessì - questa protesta proviene da pescatori che non hanno titolo per stare nel porticciolo: chi ne ha diritto, già tempo ha fatto regolare domanda e usufruisce del servizio».

Oltre al rimpallo di responsabilità, il porticciolo è inagibile da anni a causa dell’insabbiamento e dall’accumulo delle posidonie: le alluvioni recenti hanno inoltre riempito la parte posteriore di detriti provenienti dal rio.

«Combattiamo da due anni con la burocrazia – ha concluso Dessì - siamo riusciti solo a fine luglio a ottenere le prime autorizzazioni per lo spostamento della sabbia dopo aver speso 4800 euro di analisi. Confidiamo di chiudere l’iter burocratico per poter avere tutte le autorizzazioni per lo sgombero dei vari sedimenti all’interno, ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti e del rispetto delle regole. I posti barca riservati ai diportisti, a pagamento, sono quelli che permettono di mandare avanti il porticciolo. Il Circolo Nautico è composto da volontari legati al borgo di Porto Palma: è la passione per il mare che ci spinge a proseguire nel mantenere quel bene».

Per il vicesindaco Paolo Salis «Il problema ci sta a cuore. Come ha già riferito il sindaco, ho inviato una richiesta in Regione per ottenere un finanziamento per il porticciolo. Il problema riguarda l'inadeguatezza dei bracci di protezioni a mare: a ogni mareggiata le correnti insabbiano il porticciolo spingendovi all'interno anche le alghe. A questo si somma il trasporto dei detriti ad opera del torrente a monte. Il finanziamento ci permetterebbe di risolvere entrambi i problemi».

Valentina Vinci © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza: il porticciolo di Tunaria

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