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Antonio Muscas

 Villacidro - Pubblichiamo la richiesta di intervento di Antonio Muscas sulla vicenda citata dal nostro articolo “Lo strano caso delle scuse con risarcimento

Egregio direttore,
In relazione alla vicenda delle scuse in cambio di soldi, e anche perché citato dal suo giornale nell’articolo dell’1 luglio 2021, chiedo di poter intervenire per aggiungere elementi a riguardo.

Faccio innanzitutto notare che il quadro, a dispetto di quanto dichiarato nell’articolo, non può ritenersi completo in quanto privo di elementi a supporto della memoria dell’ex comandante dei Vigili di Villacidro, la quale, infatti, parla di un “fatto” di cui “non si ha prova, ma si è quasi certi”.

Gli elementi a supporto a cui mi riferisco, sarebbero le prove che effettivamente ci fosse un procedimento penale in corso e che la “remissione di querela” sia avvenuta di fronte a un giudice che deve poi averla accolta. E sinceramente mi crea non poche perplessità che a rispondere sia stata una funzionaria del comune e non invece la sindaca a cui io ho rivolto l’interrogazione. Tra l’altro, cosa sorprendente, ancora non si è chiarito chi abbia firmato la lettera del Comune in sua vece.

Tornando alle lettere e rimanendo dentro i termini giuridici, dove dice la legge citata che il Comune deve farsi versare 100 euro? Ci sono stati casi in cui la cifra “simbolica” è stata di pochi euro.
Nel nostro si è trattato perciò di una precisa scelta del Comune optare per quel valore.
Cosa sarebbe accaduto, invece, nel caso in cui si fosse limitato ad accettare le sole scuse, tenuto conto delle condizioni fisiche ed economiche di una signora ultrasettantacinquenne disabile con marito anch’esso disabile?

Come potrà ben comprendere, il vigile potrebbe benissimo aver agito nel pieno rispetto della legge, ma il mio interesse non è rivolto a lui quanto alla parte politica, ovvero alla sindaca e alla sua giunta.

I piani politico e quello legale-giudiziario vanno nettamente distinti. Ed è preciso dovere della parte politica, seppure nel rispetto delle leggi, compiere delle scelte non lesive dei diritti delle persone, in ispecie delle persone appartenenti alle categorie più fragili, come lo erano appunto i signori in questione, applicando, se proprio necessario, un’ammenda simbolica. Se la politica non è questo, cosa sarebbe?

La mia contestazione è pertanto tutta rivolta all’amministratore firmatario del documento, senza il quale non si sarebbe potuto procedere, e che ha accettato di riscuotere una quota solo apparentemente simbolica ma pari al 40 per cento di una pensione minima di 500 euro.
Chi vive con 500 euro al mese, o pure meno, sa cosa significhi doverne sborsare 200 in una botta sola e col resto pagarsi da vivere comprese tutte le utenze.
Io questo lo trovo moralmente inaccettabile e credo tante persone si siano indignate ad aver saputo di questo fatto; ciò anche per sentirsi esse stesse potenziali vittime di questa modalità, ritenuta da più esperti costituzionalmente discutibile.

Capitolo a parte merita il commento finale dell’ex comandante e a cui, nell’articolo, come a darne maggiore enfasi, è stata addirittura dedicata la chiusura. Scelta incomprensibile da parte di una testata giornalistica che sembra avere già preso posizione sulla vicenda.
Un impiegato pubblico, in quanto organo puramente tecnico, non può esprimere giudizio politico, dovendosi attenere strettamente al suo ruolo. Come chiunque potrà verificare dai video del consiglio e come ribadito più sopra, ad essere messo in discussione non è il corpo dei vigili e neppure lo stesso vigile, ma la condotta del comune che con la firma del documento ha avvallato la procedura.

Questo tirare in ballo l’onore della divisa suggerisce accostamenti con incresciosi episodi recenti della storia nostrana in cui l’intento era tutto rivolto a silenziare la controparte. E perciò, questo riferirsi all’offesa e lesione dell’onore della polizia locale assume piuttosto i toni intimidatori e può risultare essa stessa passibile di querela.

Certo, come anche Villacidro insegna, non sorprende più che siano oramai i tecnici a fornire giudizi politici, in quanto i politici da diverso tempo hanno abdicato al loro ruolo in favore di una presunta puntuale applicazione delle norme.
A qualcuno potrà pure sembrare normale ma, a mio modesto giudizio, è piuttosto un ribaltamento delle parti pericoloso, e inviterei giornalisti e cittadini tutti a riflettere attentamente su questo aspetto.

Antonio Muscas

Capogruppo Consiliare Assemblea Permanente


Immagine in evidenza: un momento del Consiglio comunale di lunedì 28 giugno a Villacidro

Di seguito, la registrazione video dell'intervento di Muscas in Consiglio comunale

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