Maurizio Foddi

 Pabillonis - Cartoni animati doppiati in lingua sarda, aspettando Hollywood

Nel 1999 lo Stato italiano riconosce al sardo lo status di lingua, con proprie strutture sintattiche, grammaticali ed espressioni foniche e semiotiche autonome, differenti da tutte le altre lingue neolatine. Oggi nonostante i vari progetti scolastici, le iniziative culturali e i vari corsi, la lingua sarda resta comunque in via d’estinzione.

Il proibizionismo di cui è stata vittima la lingua sarda, cominciato negli anni del fascismo, cercò di cancellare ogni parlata locale per sradicare il sardo dalla vita dei nativi isolani. Ma c’è chi non si arrende e cerca in tutti i modi di salvarla e renderla appetibile e interessante anche ai più piccoli: è nato così a Pabillonis un progetto di doppiaggio in lingua sarda del cartone animato del marinaio più famoso al mondo, Popeye.


«L’idea - ha raccontato Maurizio Foddi, presidente dell’associazione culturale Tramudadas e colui che presta la voce a Braccio di Ferro -è nata grazie alla passione per il cinema e la letteratura e ovviamente per la lingua sarda. Assieme agli amici Gabriele Cossu e Massimo Musu Cireddu si giocava a doppiare in lingua sarda spezzoni di film e ci veniva naturale il sardo per fare battute che la lingua italiana non permette; diversi modi di dire non sono traducibili o perderebbero comunque la loro comicità».

A oggi sono 22 le puntate doppiate di Popeye, (Popai in sardo), visibili su youtube, cominciando dal primissimo cortometraggio trasmesso in America nel 1933. «Per potere tradurre i dialoghi abbiamo eseguito un attento e minuzioso lavoro, senza tralasciare le sfumature, ci siamo catapultati nell’America degli anni Trenta, studiandone usi, cultura e costumi. Abbiamo cercato di dare un’identità sarda a tutti i personaggi curando ogni parola e ogni suono, è stato un bel lavoro di squadra grazie alle competenze dei compagni di viaggio come Flavio Colombo e Nicola Porcu, che hanno curato la regia e la parte fonica, Piero e Veronica Obinu ed Eleonora Chighine che hanno dato la voce a Bruto e Olivia e i personaggi minori; ognuno con la propria visione e con la propria variante linguistica ma tutti sulla stessa linea dell’ormai nostro amico marinaio», ha aggiunto Maurizio Foddi.

I dialoghi degli episodi, spassosi e con espressioni comiche, rendono una sardità semplice e genuina, la lingua sarda è dunque utilizzata come un filo immaginario che unisce tempo e spazio.

«Il progetto Popai ha l’obiettivo e la speranza di arrivare ai bambini, per fare conoscere loro la bellezza della nostra lingua e per fare sì che si possa imparare come qualsiasi altra lingua, senza problemi per le varianti, comprensibilissime tra loro. Poi certo sarebbe bello, in futuro, potere doppiare in sardo magari un film Hollywoodiano», ha concluso Foddi.

Stefano Cruccas (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza: Maurizio Foddi

Di seguito, Maurizio Foddi al lavoro in sala doppiaggio

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