Claudia Zedda

 Arbus - Claudia Zedda ha presentato il suo "Creature fantastiche in Sardegna"

Miti fantastici e incantevole pasticceria da tè hanno accompagnato stasera ad Arbus la presentazione di Claudia Zedda, al Museo Antonio Corda Arti e mestieri antichi della Sardegna, del suo libro "Creature fantastiche in Sardegna".

«Un tè tra amiche e amici - ha esordito l’assessora alla Cultura Alessandra Peddis - questo appuntamento, il Festival letterario arburese, Un incanto di Parole, iniziato a dicembre con Grazia Deledda, e che continua oggi con Claudia Zedda».

Claudia Zedda scrive della Sardegna e della sua bellezza da quando ha preparato la sua tesi di laurea, nel 2011, intitolata proprio Creature fantastiche in Sardegna. Celebra la nostra isola, citandone i tratti magici e fantastici, parlando anche di cucina ed erboristeria.

«Creature fantastiche in Sardegna si rivolge agli adulti e al loro bambino interiore - ha aggiunto l’assessora Peddis - ma anche ai ragazzi, per fare trovare loro le radici nel territorio. L'autrice fa proprio questo lavoro: parla a tutte le generazioni. Un proposito che facciamo nostro anche noi, come amministrazione».


Claudia Zedda ha scritto il suo libro nel 2011, un opera nata per ricordarci di non abbandonare i sogni: appena laureata, cercava un lavoro come correttrice di bozze e incrociò una casa editrice che cercava invece autori. Appena laureata si ricorda del suo sogno «volevo fare o la ballerina o la scrittrice quando ero piccola» si legge nel suo sito, e così si è ricordata di quel sogno da bambina.

«In quell’anno - ha raccontato l’autrice - non pensavo che la scrittura potesse essere il mio lavoro. Mi sono sempre piaciute le cose antiche che erano custodite e poi tirate fuori. Il mito nasce quando è nata la parola, se qualcuno doveva imparare un mito, bisognava incontrarsi, il mito creava comunità».

Durante la serata si è parlato di boschi sacri, ce ne sono anche in Sardegna, janas, panas (donne che muoiono di parto, ndr), creature che creano la vita, guariscono l’anima e hanno a che fare con tutti noi.

Il libro è un’enciclopedia del passato: ogni figura viene raccontata nel momento in cui viene alla ribalta nella vita di tutti i giorni. La potenza del mito a livello pedagogico: il mito che serve per educare. Metamorfosi ed elementi naturali.

«Conoscere i miti - ha concluso l’autrice - serve per non farci scrivere sopra le storie degli altri».

In chiusura di presentazione, un momento conviviale: il tè offerto dall’associazione culturale Etnos, che gestisce il museo, dove ognuno ha aperto le credenze delle proprie nonne per tirare fuori i più caratteristici servizi da tè.

Valentina Vinci (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza e seguenti: alcuni momenti della presentazione

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