Festival Linas 2022

 Gonnosfanadiga - Cultura, creatività, conoscenza: riunire un paese attraverso la sua storia.

Torna, dopo l'apprezzamento suscitato dall'esordio dello scorso anno il Festival Letterario Linas, con la seconda edizione: si terrà il 20 e il 22 dicembre dalle 15,30 alla Biblioteca Comunale di Gonnosfanadiga, in via Gramsci. Il festival, articolato in sezioni che comprendono la Prosa e la Poesia, è un'iniziativa dell'amministrazione di Gonnosfanadiga, assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Monte Linas e patrocinato dalla provincia del Sud Sardegna.

Rivolto ai cittadini di varie fasce d’età, il Festival ha coinvolto e attirato l’attenzione di diversi esponenti della comunità interessati al dibattito culturale del paese. Tra loro, Vincenzo Muntoni, storico e insegnante di lungo corso, originario di Gonnosfanadiga, il quale si è espresso sull’impatto e sull’entità di eventi come questo, spiegando l’importanza dell’interdisciplinarità artistica: «Ho partecipato con una poesia e un racconto: è importante stimolare il confronto. È una finestra che si apre su molti concittadini che scrivono, altri dipingono: ce ne sono parecchi. Si potrebbero abbinare i vari ambiti del genio: sono espressioni artistiche ugualmente valide e che rimangono, per molti versi, tenute nascoste nel proprio io individuale, nella propria abitazione».


Tema centrale del Festival è il patrimonio culturale di Gonnosfanadiga, con la sua storia e le sue tradizioni, un modo di focalizzarsi su monumenti, vicende e personaggi storici che hanno caratterizzato i costumi del paese, affinché non si perda la memoria e, attraverso la lettura, si abbia modo di riviverne il ricordo. «Conoscere il passato - asserisce a proposito Vincenzo Muntoni - ci aiuta a capire meglio il presente e a progettare il futuro. Qui intervengono elementi come la capacità di una collettività o dell’individuo di andare oltre quelli che sono i limiti raggiunti. In ciò si caratterizza una manifestazione come questa. Il contesto regionale in cui viviamo, essendo un’isola (con i limiti e i benefici che ciò comporta), deve essere un modo per crescere, conoscere realtà diverse dalla nostra, scambiandoci identità culturali eterogenee. Siamo tutti individualisti, egoisti: questo è uno dei limiti da superare. Si fa comunità quando la tua identità ha aspetti in comune con quella degli altri, che non vuol dire essere omologati o assimilati: significa fare valere differenze che rientrano in un contesto condiviso generale».

Il patrimonio storico-culturale di Gonnosfanadiga, inteso come unione di paesaggio, monumenti e storia, è stato interpretato nelle sue forme più variegate dai vari partecipanti al Festival, come dimostra la scelta di Barbara Serreli, la quale ha dedicato una composizione sull’arte del coltello a Gonnosfanadiga. Sempre nella scia delle tipicità gonnesi, non mancano i riferimenti alle acque del paese, al monte Linas e agli avvenimenti cardine della storia di Gonnosfanadiga, molti dei quali furono già cantati da Salvatore Porcu, poeta e intellettuale gonnese del secolo scorso.

Partecipanti e pubblico, come già emerso nella scorsa edizione, si aspettano che iniziative di questo tipo non vengano relegate a momenti isolati, bensì che vi siano altre opportunità di questo genere.

Francesco Murtas © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza:  uno scatto dalla scorsa edizione, durante la presentazione di Zaira Zingone e Davide Forte (al microfono)

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