Marmilibri, Ussaramanna

 Ussaramanna  Quarto appuntamento per il festival MarmiLibri

Il nuraghe San Pietro a Ussaramanna ha fatto da sfondo all'incontro con Cristina Caboni e alla presentazione del suo romanzo La via del miele, giovedì sera, per la rassegna MarmiLibri, nata dall'Unione dei Comuni della Marmilla in collaborazione con il Club di Jane Austen Sardegna.

«L'iniziativa, che ha visto insieme letteratura e tradizione, è stata promossa per fare conoscere piccoli centri come il nostro, per tenerci vivi, per far scoprire la nostra realtà»: con queste parole il sindaco del paese della Marmilla, Marco Sideri, ha inaugurato la serata.

Cristina Caboni, ospite per la prima volta a Ussaramanna, è una scrittrice cagliaritana conosciuta a livello internazionale e detiene un’azienda apistica di famiglia. «Ho fatto una passeggiata per le vie del paese e l’ho trovato molto suggestivo. Sono felice di presentare il mio libro ai piedi di un nuraghe, è un simbolo che ci identifica. La nostra memoria è antica come la nostra terra, bisogna tenere vive le tradizioni», ha esordito l’autrice.

La serata è stata introdotta da Giuditta Sireus, fondatrice del Club e accompagnata dalle letture di Rita Atzeri, attrice e direttrice artistica della compagnia teatrale Il Crogiuolo.

Ad arricchire l'incontro, anche la presentazione della maestra pastaia Annalisa Atzeni, che ha mostrato la sua arte nel mondo della pasta tradizionale e del pane, ha raccontato del grano, delle donne sarde e delle antiche arti tramandate.

Tutta la serata è stata pensata come un viaggio esperienziale, condotto con l’uso dei cinque sensi: l’udito coinvolto dalla lettura emozionante di Rita Atzeri, l’olfatto stimolato da un mazzolino di erbe che l’autrice ha composto per ogni spettatore, la vista impegnata dalla lettura del libro, il tatto esercitato dalla possibilità per ogni spettatore di lavorare la pasta del pane insieme ad Annalisa Atzeni e il gusto soddisfatto dal bicchiere di miele di produzione propria di Cristina Caboni, omaggiato al pubblico.


«L’olfatto per me è il senso più importante - ha confidato l'autrice - e anche quello più sottovalutato. Grazie a esso si può ricordare e ci consegna la possibilità dell’immaginazione. L’olfatto evoca ricordi: per riuscire a sentire bisogna essere consapevoli, collegati con sè stessi. Questo è un percorso sensoriale, perché quando scrivo io ascolto e vedo. E ciò che vedo lo trasformo in parole. La protagonista del mio romanzo, Alice, ha bisogno di collegarsi a sè stessa e lo fa attraverso le api. Grazie al mio lavoro di apicoltrice, dalle api ho imparato a stare in silenzio e ad ascoltare, ad adattarmi, a capirle. Mi hanno insegnato la pazienza, a cercare l’odore dei fiori, e che tutti possono fare tutto».

Cristina Caboni ha scritto diversi romanzi di successo, editi da Garzanti Libri: Il sentiero dei profumi, Il profumo sa chi sei, La custode del miele e delle api, Il giardino dei fiori segreti, La rilegatrice di storie perdute e La stanza della tessitrice. A conclusione della serata ha annunciato l’uscita, nel prossimo ottobre, del suo nuovo romanzo La collana di cristallo.

Rachele Casu (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza: un momento della presentazione, con la suggestiva cornice del nuraghe San Pietro

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