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Presentazione libro Mauro Serra

 Guspini - Presentata la nuova edizione di "Racconti fra cronaca e storia", di Mauro Serra

«Il giornalista è uno storico del presente» diceva Umberto Eco, sintetizzando il rapporto tra cronaca e storia, dove non sono rari i casi in cui accadimenti raccontati dalle cronache divengano poi pagine storiche.

Questo rapporto, calato nella realtà del territorio del guspinese e del circondario, sta alla base della nuova edizione del libro di Mauro SerraRacconti fra cronaca e storia”, presentato sabato 19 novembre alla biblioteca Sergio Atzeni di Guspini, con il patrocinio del Centro culturale di Alta Formazione e del Sistema bibliotecario Monte Linas.

Durante l'incontro, si sono avvicendati vari relatori, che si sono soffermati su alcune pagine dell’opera. Ampio e articolato l’intervento di don Angelo Pittau: «Nel libro di Mauro Serra c’è l’anima del paese di Guspini e del territorio. Il lavoro in miniera e in campagna, il sudore degli uomini e delle donne per il vivere appaiono nel testo il filo conduttore della narrativa che l’autore ci propone. Il lavoro con gli incidenti mortali in campagna e in miniera raccontati rievocano tristi fatti accaduti recentemente nel nostro territorio. Il duro lavoro delle donne che lavavano gli indumenti dei ricchi proprietari testimonia la miseria mai scomparsa. Nel libro emerge una cultura in cui le donne erano importanti nel contesto sociale, erano il perno su cui ruotava la società. L’archeologia nel nostro territorio non è stata mai considerata espressione culturale capace di produrre economia. È proprio con la cultura che il nostro territorio deve ricominciare la risalita valorizzando il passato».

Giovanni Scanu, corrispondente dell’Unione sarda, si è soffermato sull’importanza sociale della cronaca per raccontare la storia: «In ogni racconto Mauro Serra mischia insieme con accortezza fonti, luoghi e immagini diverse per restituire uno scatto a tutto tondo dei pregi (e anche dei rischi), del territorio in cui vive per far conoscere la storia».

L'archeologa Emina Usai ha letto e commentato alcuni brani del libro fra cui Gli strozzini e i cercatori di tesori evidenziando «come sia un grave reato appropriarsi di beni archeologi, questi appartengono allo stato che li deve utilizzare per allestire musei e promuovere la cultura». L’archeologa ha anche auspicato la concessione di fondi per il recupero del sito di Neapolis in territorio guspinese, nelle vicinanze dello stagno di Marceddì: il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha previsto una serie di interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale,e sarebbe opportuno avviare progetti in questo settore.

Ad arricchire la presentazione, anche alcune proiezioni di immagini di reperti archeologici, accolte con stupore dalla curiosità del pubblico presente, che al termine della presentazione ha preso la parola: numerosi gli interventi, a evidenziare l’importanza dei siti archeologici abbandonati.

Al termine l’autore Mauro Serra, ringraziando i presenti per la partecipazione, si è soffermato sull’utilità sociale del libro. «La cronaca restituisce ai posteri la storia del passato, alimentare e far conoscere ai giovani le radici buone della società è importante per il divenire.
In chiusura l’autore ha ricordato la figura di un ex preside della Scuola di Avviamento di Guspini, Luigi Congiu, per «avere trasmesso la passione per l'archeologia agli studenti».

Dalla prefazione del libro, di Ottavio Olita ex direttore di Rai 3 Sardegna:

«C’è, nel racconto popolare, una capacità descrittiva ed una forza evocativa che solo pochi grandi scrittori riescono a riprodurre. Non solo. In esso ci sono gli elementi di ricostruzioni storiche anticlassiche capaci di descrivere mirabilmente le epoche di riferimento. Recuperare queste vicende, per come sono state custodite e tramandate oralmente per decenni, aiuta ogni territorio a comprendere meglio le ragioni di fondo dei propri valori etici, della socialità, del comune sentire. Il maggior pregio del lavoro di ricerca svolto da Mauro Serra consiste, a mio giudizio, nel mostrare, per il tramite della narrazione di bocca in bocca, quanto sia rimasta sostanzialmente immutata la condizione economica e sociale del guspinese dalla seconda metà del ‘700 alla seconda metà del ‘900. Un mondo radicalmente trasformato negli ultimi 40 anni e che oggi può apparire irreale soprattutto ai nostri figli e nipoti cresciuti nell’ossessione del consumismo ed in una condizione di sostanziali garanzie giuridiche sconosciute alle generazioni che li hanno preceduti. Quel che emerge impetuosamente dai racconti, soprattutto dai fatti di cronaca rivisitati, trasformati, probabilmente adattati dalla fantasia popolare, è la spasmodica lotta dei protagonisti per la sopravvivenza e il miglioramento delle condizioni di vita per sé e per le proprie famiglie, oltre ad un insaziabile bisogno di giustizia. Giustizia fai da te, molto spesso, in assenza di uno Stato di diritto, contro i tanti soprusi commessi da parte di chi deteneva il potere economico: i “padroni”, che si impossessavano anche delle vite degli uomini e delle donne che per loro lavoravano. Difficile trasferire su un foglio di carta le parole dette soltanto per essere ascoltate. Mauro Serra ha cercato di rispettare l’oralità e per questo ne viene fuori una scrittura diseguale che però custodisce l’essenzialità di una narrazione che mira più ai contenuti che alla forma. Anche in questo risiede probabilmente la scelta di limitare l’uso del sardo, unica lingua conosciuta dai tanti protagonisti degli episodi proposti. In questo volume tante famiglie ritroveranno un clima, un’atmosfera, condizioni di vita che esse hanno vissuto. Potranno fare i confronti e avranno a disposizione uno strumento per spiegare meglio ai ragazzi, illusi soprattutto da devianti messaggi televisivi, quanto impegno, quanta fatica, quanta lotta richieda la vita quotidiana, soprattutto quando la si imposta nel rispetto di valori condivisi da una comunità che con immensi sacrifici ha saputo adattarsi alla trasformazione economica di un territorio che sul sudore dei braccianti e dei minatori ha costruito la propria storia».

Red. Isp © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza: un momento della presentazione del libro, alla biblioteca S. Atzeni di Guspini

Immagine seguente: la copertina del libro

Copertina libro Mauro Serra

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