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 Pabillonis - Centodue microsceneggiature animano il terzo libro dello scrittore Marcello Atzeni

Come nasce un aforisma? Il riassunto di osservazioni e considerazioni, ma anche di esperienze, pare non abbia una logica ben definita. Lo scrittore Marcello Atzeni ha la sua definizione: «un aforisma quasi mai viene costruito, ti viene di colpo, c’è un qualcosa che scatta, ti piomba dal nulla quando meno te lo aspetti».

Le sue parole e le centodue microsceneggiature, come le ha definite Matteo Porru nella prefazione, sono il risultato del suo ultimo libro Il miglio deve ancora venire 2, presentato ieri sera alla biblioteca comunale di Pabillonis.

L’evento culturale è stato organizzato dal Comune di Pabillonis e dal Sistema Bibliotecario Monte Linas, presenti il sindaco Riccardo Sanna e l’assessore alla Cultura Gabriele Cossu che hanno aperto la serata.

I relatori Antonietta Locci e Marco Dessì, hanno letto alcune frasi e testi dell’autore mettendo in luce l’ironia, il sarcasmo ma anche spunti seri di riflessione.

Il miglio deve ancora venire 2 è il terzo libro di Marcello Atzeni, nato dopo la prima raccolta di crucci vari Il miglio deve ancora venire del 2018 e Nuotavo nel grano del 2020.

L’autore, originario di Baradili (il comune più piccolo della Sardegna), è un biologo, anche se ha da sempre fatto il giornalista: ha esordito sulle colonne dell’Unione Sarda nel 1986, ha collaborato con numerose testate cartacee e ha collaborato anche per il Sole 24 ore.

«Sono da sempre attaccato alla radice culturale e contadina di un piccolo paese come il mio, molti dei miei racconti sono le storie dei nostri nonni, il vissuto del passato che riaffiora prepotentemente nel nostro presente, raccontato a volte con ironia altre con discrezione e sensibilità» ha spiegato l’autore Marcello Atzeni.

I 102 aforismi raccolti nel suo ultimo libro si rincorrono tra di loro, si sbeffeggiano, si cercano e si amano. Sono un condensato di parole (poche), sono tutto e il contrario di tutto, il bello e il brutto di ognuno di noi. Si perché Marcello Atzeni sa come osservare le nostre debolezze e renderle allegria ma soprattutto libertà, parola a lui molto cara .

«Anche il disegno della copertina è una metafora sulla libertà, in questi due anni di pandemia mi sono sentito come rinchiuso in una gabbia e siccome non son bravo a fare le torte mi son messo a scrivere» racconta col sorriso Atzeni.

Suscitano sorrisi gli aforismi sui tempi moderni Una lacrima sul virus o sulla flebo alcolica Come stai? Si tira a campari.

Forse come poi ha sottolineato Atzeni «abbiamo tutti bisogno di riprenderci le nostre vite, di assaporare nuovamente l’essenza della piccole cose, di sorridere».

I suoi ultimi 102 crucci sono un condensato di vita: se presa col sorriso, visto i tempi che corrono, è meglio.


Stefano Cruccas © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza: un momento della presentazione, con Marcello Atzeni tra Antonietta Locci e Marco Dessì

 

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