Sanluri. Rotary, invidia

 Sanluri - Attorno al quarto volume sui vizi capitali, di Paola Musa, il dibattito sulla ricerca dell'equilibrio

Uno dei sentimenti negativi più comuni è l'invidia: una brutta bestia, come recita l'adagio. Spesso accompagnata da sentimenti di inferiorità, frustrazione o amarezza nei confronti del successo altrui, l'invidia è stata la protagonista, ieri, al teatro degli Scolopi di Sanluri, di una tavola rotonda organizzata da Orsola Altea del Rotary Club Sanluri Medio Campidano con la Commissione Nuove Generazioni del Rotary Club Sanluri.

Il dibattito ha preso avvio dalla presentazione del romanzo Umor Vitreo di Paola Musa (Arkadia Editore), scrittrice originaria di Sardara, da tempo residente a Roma, che ha incentrato le sue pagine sul tema dell'invidia. Il libro - è il quarto volume presentato dalla scrittrice - fa parte di un progetto sui sette vizi capitali che Musa sta realizzando.

«Nel mio romanzo - ha spiegato la scrittrice - attraverso la finzione letteraria, ho cercato di affrontare diverse tematiche, in particolare il sentimento dell’invidia. L’idea del mio progetto sui vizi capitali nasce dalla volontà di fare una loro analisi nella contemporaneità».

Dopo i saluti del presidente del Rotary Club Sanluri Medio Campidano Virgilio Casta, l'incontro ha preso avvio con l’intervento di diversi professionisti delle scienze umane, i quali dalla lettura del romanzo hanno hanno affrontato i complessi e diversi aspetti di cui si compone l’invidia, per proporre poi le strade percorribili per un suo superamento e il raggiungimento di un proprio equilibrio interiore.


«Sono intervenuti, davanti a un pubblico composto da molti studenti di scuole superiori e dai loro docenti, la pedagogista Valentina Pischedda, la neuropsichiatra Anna Mariangela Aroffo, il medico olistico antroposofico Luisa Aru, lo psicologo Claudio Sabatini, il parroco Don Mariano Matzeu e l'assistente sociale Luisa Angela Pittau.

«Tutti noi, nella nostra vita - ha proseguito Musa - abbiamo provato almeno una volta invidia. Ma la società in cui viviamo ci esorta a essere sempre più competitivi, e attraverso i social ci sentiamo sempre inadeguati, paragonandoci continuamente agli altri. L’invidia è il più insidioso e devastante tra i vizi capitali».

L’incontro ha dato vita a un confronto stimolante, che ha approfondito da diverse angolazioni l'invidia, una passione triste, specchio del nostro senso di inadeguatezza rispetto al desiderio di essere l'altro o piuttosto di sminuirlo. Una riflessione che ha coinvolto tutti i partecipanti, e ha lanciato il messaggio, indirizzato soprattutto ai più giovani, di coltivare l'empatia piuttosto che la competizione.
Il romanzo Umor vitreo è candidato al Premio Strega 2024.

Rachele Casu (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza e seguente: alcuni momenti dell'incontro di ieri al teatro degli Scolopi di Sanluri (Foto Irene Musa)

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