Nuraghe-Santu-Sciori

 Pabillonis - L’area archeologica è ancora tutta da scoprire

Dopo quasi due anni di iter burocratico sono stati appaltati i lavori per la salvaguardia del nuraghe Santu Sciori, nel territorio del comune di Pabillonis.

L’intervento prevede la rimozione di radici presenti nelle pareti murarie, la rimozione di alcune piante presenti nella struttura con conseguente spostamento dei blocchi e il riposizionamento degli stessi con successiva tessitura e legatura muraria. La relazione archeologica-tecnica-scientifica è stata elaborata dagli architetti Gabriele Manca e Donatella De Rinaldis, coadiuvati dalla archeologa specialista Michela Migheleddu.La ditta che eseguirà i lavori è la Zis di Paolo Schiavano di Ugento (Lecce), la somma destinata all’opera è di 16.452 euro, iva esclusa.


Il nuraghe è datato tra il bronzo recente e la prima età del ferro (circa 1300 a.C) e nel 2016 il segretario regionale del ministero dei Beni Culturali ha decretato l’intera area come bene di interesse archeologico.

Il monumento allo stato attuale si presenta come un nuraghe polilobato e si distinguono almeno tre torri quasi interamente interrate e parzialmente celate dal possente crollo. L’area, che dista sei chilometri dall’attuale centro abitato di Pabillonis, ha avuto un importante continuità di occupazione, infatti sono stati rinvenuti sepolcri e tombe di epoca romana, o più probabilmente bizantina e medievale. Ne è la prova il ritrovamento di un’urna quadrilunga, con lato maggiore di circa due metri e mezzo, e dentro la medesima delle grandi ossa.

Già nel 1843 compare nelle carte geografiche e nell’elenco dei monumenti inviati dall’allora sindaco Lixi al Regio Commissario Vivanet, dove viene definito «molto diroccato, ma anche molto grandioso e degno di accurate ricerche». Nel 1898 l’archeologo Antonio Taramelli lo cita come imponente monumento preistorico nel bacino del River Sacer, il fiume sacro, l’attuale Frumi Bellu.


Nel 1998 il prof. Ugas lo classifica come un nuraghe complesso con annesso villaggio. Dal 2018 fa parte del Parco Archeologico Pabillonis, l’insieme dei siti archeologici del paese, inserito in un percorso storico-naturalistico e ciclistico.

I lavori per estirpare le possenti radici della pianta di fico dovrebbero cominciare in primavera, in concomitanza con la bella stagione, e avranno la durata di trenta giorni.

 

Stefano Cruccas (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) © Riproduzione riservata


Immagine in evidenza: veduta aerea del nuraghe Santu Sciori (Foto www.monumentiaperti.com)

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