Samassi, 30-11-2023

 Samassi - Ieri il convegno su stereotipi e linguaggi nella lotta alla prevaricazione di genere

Si insinua nel linguaggio, è frutto di stereotipi sociali ed esprime l’idea patriarcale della soggezione femminile al genere maschile: la violenza di genere è stata oggetto del convegno E’ già oggi, domani: dialoghi verso una consapevolezza su stereotipi e linguaggi, ospitato ieri sera nell’aula consiliare del Comune di Samassi.

In occasione dell’incontro, organizzato dagli assessorati locali allo Studio e alle Politiche sociali, con la collaborazione dei volontari del Servizio civile e il contributo degli alunni della scuola media, sono intervenute, insieme alla sindaca Maria Beatrice Muscas, la coordinatrice del Centro antiviolenza Feminas Valentina Sanna, e le operatrici Anna Mallocci e Marta Muscas.

Gli studenti della scuola media di Samassi sono stati coinvolti in un progetto di sensibilizzazione sul tema della violenza, ispirato al libro Amorosi assassini, che racconta le esperienze traumatiche di donne vittime di aggressioni, stupri, molestie e maltrattamenti. In un filmato, gli alunni hanno raccolto le immagini dei luoghi teatro di quelle vicende e, con le loro voci, hanno ripercorso un anno di cronaca nazionale, costellata di episodi di efferata violenza, espressione di un disagio sociale diffuso.

Nel racconto, centododici donne sono state uccise, per la maggior parte in ambito familiare. Adolescenti e adulte, lavoratrici, madri, alcune con difficoltà economiche e altre finanziariamente indipendenti: a volte stuprate mentre si recavano a scuola, altre volte vessate, picchiate e ridotte in fin di vita, frustate o abusate, da più uomini, nelle strade della periferia cittadina.


La sindaca Muscas ha introdotto il dibattito rivolgendosi agli studenti, per esortarli a «combattere ogni forma di prevaricazione fisica, psicologica e verbale, con l’intento di realizzare una società nella quale affermarsi senza discriminazioni e potere raggiungere, a parità di condizioni, i più alti gradi degli studi e delle professioni».

I giovani presenti in sala sono stati invitati a visionare un confronto televisivo, avvenuto tra la scrittrice Michela Murgia e lo psichiatra Raffaele Morelli, in cui Murgia era stata violentemente zittita dall'interlocutore. L’episodio ha suscitato una riflessione sui pericoli della violenza verbale e della comunicazione digitale.

Nella discussione che ne è scaturita, gli studenti hanno toccato altri aspetti legati al tema, come l’inopportuno accostamento del colore rosa al genere femminile e dell'azzurro a quello maschile. Si sono confrontati sul tema della svalutazione del ruolo sociale della donna e sulla necessità di sviluppare, fin da piccoli, la capacità di accettare il rifiuto e saperne apprezzare il valore educativo.
Sanna, Mallocci e Muscas, del centro antiviolenza Feminas, hanno insistito sull’importanza dell’educazione affettiva quale elemento portante di un sistema sociale che condivide e promuove la parità di genere, nella prospettiva di favorire un cambiamento culturale che passi attraverso i giovani, le scuole, le iniziative di sensibilizzazione e il recupero sociale ed emotivo degli autori di violenza.

Gli alunni samassesi hanno dimostrato di aver compreso l’importanza delle tematiche affrontate nel convegno, in fase conclusiva della serata una di loro ha commentato: «racconterò ai miei amici le cose che ho imparato questa sera, perché voglio che le sappiano tutti».

Alessia Caddeo (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) © Riproduzione riservata

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