25-11-2023, Serramanna

 Serramanna - Un'analisi critica della serata contro la violenza di genere

Il comune di Serramanna, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ha promosso, con la partecipazione delle associazioni Kairòs-Aps, Su Stentu Danza sportiva, il Pungolo e il Centro antiviolenza Feminas, alcune iniziative sulla sensibilizzazione riguardo al tema della violenza di genere.

La serata del 25 novembre, al Montegranarico, in via Roma, è stata aperta con un ensamble femminile della corale Kairòs che ha eseguito Pone me super cor tuum, composto da Emanuele Piras, ed è proseguita con la lettura della poesia, divenuta virale sui social a seguito del femminicidio di Giulia Cecchettin, L’ultima, dell’attivista Christina Torre Cacères, e la presentazione del libro Gelisoi, una vita rubata, dello scrittore Salvatore Sanneris. Nel libro, ambientato in un paesino sulla costa orientale della Sardegna agli albori del ventesimo secolo, si racconta la storia di Gelisoi, una donna che si trova costretta a lottare contro pregiudizio e ignoranza.


Una serata, quella di ieri, che escludendo l’invito dell’assessore Giovanni Maccioni a fare la propria parte come cittadini e, in caso di bisogno, chiamare il 1522, numero del centro antiviolenza che capeggiava in tinta rossa sulla parete in fondo alla sala, sfiora solo da lontano il tema della violenza di genere senza mai addentrarvisi veramente a fondo. Tema che avrebbe dovuto essere principe e invece è apparso solo ospite.

In un paese come l’Italia, in cui ogni tre giorni una donna muore ammazzata dal partner o dall’ex, in un mondo in cui 133 ne muoiono al giorno, un invito a fare la propria parte come cittadini non basta, non basta dire che la violenza è sbagliata ed esporre delle scarpe rosse in segno di solidarietà.

Non si parla di casi isolati, si parla di un sistema, quello patriarcale, che permea la nostra società e genera la violenza per la quale le donne vengono uccise in quanto donne.

A riportare l’accento sul tema della serata sono state le ballerine dell’associazione Su Stentu con una coreografia di grande impatto, eseguita su alcuni stralci del famoso monologo pronunciato dall’attrice Paola Cortellesi nel 2018, ai David di Donatello.

Una serata quella di ieri, in cui si sarebbe dovuto fare rumore, dare voce a tutte le donne che non ne hanno una, a tutte coloro a cui la voce è stata messa a tacere per sempre e nella quale invece non si è udito che un bisbigliare confuso.

Eleonora Serpi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza: un momento della manifestazione tenuta al Montegranatico il 25 novembre

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