Ex stazione di San Gavino

 San Gavino  Con un video il consigliere Orrù denuncia il degrado in cui versa il vecchio tracciato ferroviario

L’ex stazione ferroviaria di San Gavino torna a fare parlare di sé. La questione è sempre la stessa riassumibile nel quesito: è opportuno o no ristrutturare l’edificio con fondi comunali?

A riportare l’attenzione sull’argomento, un video pubblicato sui social dal consigliere Nicola Orrù, del Gruppo misto, che mostra una panoramica dell’edificio accompagnata da una didascalica che evidenzia, oltre all’ingente somma di denaro finora spesa per la struttura, anche l’alto rischio di incendi a causa della vegetazione incolta.

L’edificio, in dismissione dal 2007, era stato acquisito in comodato d’uso dal Comune di San Gavino nel 2017 con l’obiettivo di valorizzarlo. La concessione scadrà nel luglio 2032.

«Quando c'è stato lo spostamento della nuova stazione verso l'ospedale – ha commentato Nicola Orrù – il baricentro del paese si è spostato e si è lasciato in abbandono la parte vecchia. Per i cittadini è storia, ci tengono tantissimo e vedere le condizioni in cui verte, dopo essercela presa in carico in comodato d'uso, che ci costa anche lo sfalcio delle erbe e la pulizia dell'intero tracciato, di circa 4 km, che prima era a carico completo di Rfi (Rete ferroviaria italiana, ndr), per noi è assolutamente uno sperpero di denaro pubblico. Anche perché sono soldi di avanzo di bilancio libero e non essendo nostro quel fabbricato non possiamo neanche chiedere in regione un finanziamento ad hoc per quella situazione. Abbiamo anche presentato un esposto alla Corte dei conti perché per noi quelli sono veramente soldi spesi male. Inoltre a nostro giudizio il contratto è stato interpretato e non letto come doveva essere, il che è ancora più grave perché si sono spesi dei soldi, i locali sono chiusi e dal video si vede lo stato di abbandono dell'area circostante. Oltre ad uno sperpero è anche un rischio in questo momento, anche l'altro giorno è scoppiato un incendio. L’ex stazione è all'interno del paese ed è a ridosso delle case dei cittadini il che crea una bomba a orologeria perché nel momento in cui parte un incendio in quella zona il danno potrebbe essere grandissimo».


La replica del vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Nicola Ennas, sottolinea le difficoltà e ribadisce gli intenti dell’amministrazione: «Le condizioni esterne sono una conseguenza del periodo di pioggia che ha fatto ricrescere l'erba e in quell'area essendo isolata non si è ancora intervenuti per la pulizia. A seguito poi delle alte temperature un intervento era da mettere in capo prima. Bisogna fronteggiare varie situazioni, quindi capita che per le priorità, come è capitato nel campo degli incendi, si debba passare su altri fronti, vorremmo avere più risorse per fronteggiare situazioni emergenziali. Abbiamo deciso di fare investimenti perché la riqualificazione era indispensabile per quell'area un tempo più vitale. Il primo lotto dei lavori ha reso fruibile tutto il piano terra, che sarà adibito a uffici dell'unione dei comuni. Si sta lavorando per l'estensione del comodato d’uso. Immaginando di dover lasciare abbandonato, oppure alle ferrovie, quell'immobile, avremmo di certo strutture fatiscenti. L'azione dell'amministrazione è stata di responsabilità, di attenzione per arginare un fenomeno che poteva essere quello dell'abbandono e del degrado. Ciò che vediamo oggi dà questa sensazione perché ci sono, dove c'era prima la ferrovia, dei cespugli: con un intervento di pulizia la situazione in qualche giorno viene rimessa a posto. Si tratta semplicemente di avere risorse economiche per la manutenzione e il tempo per eseguire anche i lavori».

Eleonora Serpi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza: la ex stazione ferroviaria di San Gavino

Immagine seguente: un fotogramma tratto dal video diffuso dal consigliere Nicola Orrù

Fotogramma Video Ex Stazione

 

 

 

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