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La ex stazione di San Gavino

 San Gavino  Lavori entro il 2025, ma nel 2032 scadrà il comodato per il comune

I lavori di ristrutturazione del caseggiato dell’ex stazione ferroviaria animano il dibattito politico sangavinese.

L’edificio è inutilizzato dal 2007, quando venne attivata la nuova stazione a nord del paese, ed è stato acquisito nel 2017 in comodato d’uso gratuito dal Comune a seguito della stipula di una convenzione con Rfi (Rete ferroviaria italiana).

L’accordo ha una durata di quindici anni, scadrà dunque nel luglio del 2032, e ha come obiettivo «la valorizzazione dell’edificio ex stazione ferroviaria, e delle relative pertinenze, mediante inserimento di attività di carattere istituzionale, sociale e sportivo», come si legge nel documento di fattibilità delle alternative progettuali.

La spesa prevista per i lavori di recupero dello stabile, la cui conclusione è prevista per il 2025, ammonta a un totale di un milione e 600 mila euro e ha sollevato le rimostranze dei due consiglieri del gruppo misto, Stefano Altea e Nicola Orrù. I consiglieri sottolineano il fatto che il comodato d’uso verrebbe in realtà a gravare sulle casse del comune per circa 20 mila euro al mese, mentre l’effettiva gratuità si concretizzerebbe nella fruizione del bene per i sette anni successivi alla fine dei lavori.

«Sono già stati spesi quasi 600 mila euro per la ristrutturazione di una parte del piano terra - ha commentato Altea - e attualmente l’immobile risulta inagibile. Presenteremo una mozione al prossimo consiglio di giugno per chiedere che venga aperto un tavolo di trattative con Rfi per acquisire la proprietà dell’ex ferrovia, che vada a sostituire un comodato che allo stato attuale risulta essere inutile ed eccessivamente oneroso. Nel 2032 dovremo restituire un bene dopo avere destinato alla sua ristrutturazione un’enorme quantità di denaro, fondi provenienti dal bilancio comunale, che potrebbero essere usati meglio e su beni di proprietà del comune».

La replica dell’amministrazione, nelle parole del vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Nicola Ennas, rimarca il valore storico-identitario del caseggiato per la comunità di San Gavino: «l'intervento autorizzato dal contratto di comodato, approvato alla luce del sole da un altro consiglio comunale, riguarda sia la manutenzione ordinaria sia la straordinaria. La memoria storica di una comunità e il recupero di quell'area non può essere condotto in una logica aziendale. In questo caso ci si è attivati per il recupero finalizzato al riutilizzo con altra destinazione. Il pubblico eroga servizi alla cittadinanza talvolta anche in perdita, ma lo scopo e la volontà era e resta quella di sottrarre al degrado e all'incuria una zona centrale e nevralgica. Sappiamo bene che le ordinanze sindacali sortiscono effetti limitati sul patrimonio dello Stato, e piuttosto che di petto abbiamo affrontato il problema a mano tesa. In questo modo si è instaurata una relazione proficua tra gli enti che non può che essere l'inizio di un ragionamento per approdare all'acquisizione, come avvenuto in altre realtà».

Sabrina Abis © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza e seguente: la ex stazione ferroviaria di San Gavino

La ex stazione di San Gavino

 

 

 

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