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Serie Sa Tzia

 Pabillonis - Cagliari - L’idea dell’artista: un museo delle ceramiche pabillonesi

L’opera con il viso di donna in ceramica Donna di Orgosolo ha donato al suo creatore, l’artista Ugo Serpi, una notevole visibilità nazionale. La creazione ha le fattezze di un volto di donna con il tradizionale fazzoletto copricapo su lionzu.

Lo scorso mese i funzionari del comune di Cagliari si sono recati presso la galleria d’arte Intrecci e hanno scelto, fra le tante di prestigio, l’opera in questione per omaggiare Assisi in occasione della memoria liturgica, in onore del Patrono d’Italia, San Francesco.

«Non ho dormito per diverse notti per la forte emozione» ha raccontato Ugo Serpi, «ero incredulo che una mia opera fosse stata scelta per un evento così denso di significato, ma allo stesso tempo gratificava il mio lavoro e tutte la mie fatiche».

Ugo Serpi fin da ragazzo ha avuto la passione per la lavorazione dell’argilla, antica arte pabillonese. Dopo il diploma di Maestro d’arte, cominciò a lavorare, con mille difficoltà, nel settore delle ceramiche. Poi, nel 2009, la svolta: «Al ritorno da un viaggio in Perù - ha ricordato Serpi - capii che dovevo rischiare, credere fermamente nella mia passione e farla diventare una professione a tutti gli effetti. Cosi mi misi in proprio nel mio laboratorio».

Furono anni di sperimentazioni, come quella di miscelare diversi tipi di argilla, le attenzioni particolari ai colori, lo studio di figure e dimensioni. Così videro la luce le Tzie, creazioni artistiche in ceramica che rappresentano la donna sarda con gli abiti tradizionali. Tutte eleganti con il loro copricapo, che narrano di una Sardegna antica ma ancora presente nei piccoli paesi.

«Le difficoltà, purtroppo, non mancano - ha confessato Serpi - l’artigiano è ancora visto come un hobbista, meritiamo più attenzioni e considerazioni. L’arte della ceramica è nel mio dna di pabillonese e mi piacerebbe tramandarla alle nuove generazioni, perdere la nostra tradizione sarebbe un peccato. Sarebbe poi stupendo se in paese nascesse un museo della ceramica, perché dobbiamo essere fieri del nostro passato di pentolai».

Le gratificazioni personali sono sinonimo di crescita, già nel 2018 una sua Tziaera stata scelta dal Ciac (Centro internazionale artisti contemporanei) ed esposta nelle storiche sale del Bramante, a Roma; Ugo Serpi fu così premiato alla XІІ biennale d’arte internazionale di Roma con il Diploma d’autore.

Adesso che si rivede la luce dopo il tunnel pandemico, ricominciano anche le mostre, e proprio la galleria Intrecci di Cagliari (in viale Regina Margherita, 63) dal 4 dicembre al 6 gennaio 2022 esporrà le opere del ceramista pabillonese, con la mostra evento Terra…Madre.

L’inaugurazione sarà presentata dalla storica dell’arte Roberta Cruccu; la mostra sarà ad ingresso libero dal lunedì al sabato e anche la domenica mattina.

Stefano Cruccas © Riproduzione riservata

Immagine in evidenza: opere della serie Sa Tzia, ceramiche di donna sarda in abito, dallo stile contemporaneo (Foto Sebastiano Dessanay da www.377project.com/54-377-pabillonis)

Foto seguenti: Donna di Orgosolo, Ugo Serpi

Donna di Orgosolo

 

 

Ugo Serpi

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