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Cambierà volto la gestione del museo civico “Villa Abbas”

Cambierà volto la gestione del museo civico “Villa Abbas”, delle sue pertinenze e dell’area archeologica di Sardara, con le nuove linee guida presentate dalla Giunta comunale e approvate all’unanimità in Consiglio, per indire un bando pubblico e individuare un operatore economico a cui concedere i beni archeologici del paese termale. E, come spiegato dal consigliere delegato e capogruppo di maggioranza Roberto Ibba, “per valorizzare il museo e farlo funzionare meglio”.
Tra le novità della concessione, la durata di affidamento: tre mesi, prorogabili prima a 365 giorni e poi ad ulteriori sei mesi. La clausola di salvaguardia per i sette dipendenti della cooperativa Villa Abbas, che verranno assorbiti dal nuovo gestore. La previsione di un canone annuo di 800 euro più Iva. E gli introiti dalla vendita dei biglietti, riconosciuti per il 30 percento al gestore e il restante 70 al Comune.
“La quota dei proventi – ha spiegato il sindaco Roberto Montisci – è stata calcolata come media del 30 percento di tutti i proventi di biglietteria dal 2011 al 2016, e ne viene fuori la media di 1.200 euro lordi”.
Oltre a percepire la percentuale della biglietteria, il gestore potrà svolgere altre attività, esonerando comunque l’Ente da ogni responsabilità.
E gli verrà corrisposta la cifra di circa 52mila euro, per il trimestre residuo dell’anno in corso. Sommando inoltre il trimestre e le altre due eventuali proroghe, il sindaco Montisci ha ipotizzato un ammontare complessivo e potenziale di circa 365mila euro.
Rimangono sostanzialmente inalterate, le indicazioni relative alla manutenzione ordinaria, alla pulizia, alla custodia dei beni, e quelle riguardanti le attività museali e culturali che si svolgono nei locali concessi dal Comune.
Qualche polemica è stata sollevata dall’opposizione, per i documenti ricevuti solo qualche ora prima che iniziasse la seduta consiliare, e alcuni incompleti. E sulla durata del contratto. “Come possiamo pensare di fare una gara che scade il prossimo 31 dicembre? – è intervenuto il capogruppo di opposizione Roberto Caddeo – Questo è sottostimare anche l’operato degli uffici. Capisco che è sempre stato un servizio gestito ‘inter nos’. Però, secondo il principio di concorrenza, secondo voi, chi partecipa per tre mesi? Chi prenderebbe, oggi come oggi, la gestione di un museo per soli tre mesi? Secondo me nessuno, a parte quelli che ci sono già”.
Alla giustificazione della maggioranza, secondo cui sia difficile programmare a lungo termine per via delle incertezze sui finanziamenti e sulle indicazioni legislative, il consigliere Caddeo ha ribadito il suo disappunto: “Non è vero che dobbiamo ancorarci a un bando ‘mignon’ di tre mesi, anziché di tre anni. Abbiamo una programmazione triennale fino al 2019 e le risorse sono state inserite correttamente in bilancio. Basterebbe fare un bando condizionato alle effettive possibilità di spendere risorse. Come, tra l’altro, hanno fatto i comuni di Santadi e Villanovaforru”.
Pur non condividendo la scelta dei termini contrattuali e di non avere ricevuto in tempo la documentazione da consultare, anche la minoranza ha espresso parere favorevole sull’indirizzo da dare alla nuova gestione del museo.

m.p. ©riproduzione riservata

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