Regione - «Siamo sotto attacco: ci difenderemo con ogni strumento e con ogni modalità»
La speranza che solo fino alla scorsa settimana, dopo l'incontro tra la presidente della Regione e il governo nazionale si potesse giungere a una possibile intesa sul tema delle energie rinnovabili, si è rivelata una mera illusione, e dopo la bozza governativa sulle aree idonee è divenuto scontro aperto. Uno scenario quello della produzione di energia elettrica tramite generatori eolici e pannelli fotovoltaici, che come noto investe pienamente i territori del Medio Campidano e della Marmilla, con centinaia di richieste di installazione di nuovi impianti di enormi dimensioni, addirittura a ridosso di siti di alto pregio paesaggistico, naturalistico e archeologico.
È «Irricevibile» per la presidente Alessandra Todde la bozza di decreto sulle aree idonee elaborata dal governo nazionale e circolata nei giorni scorsi: documento che di fatto salverebbe tutti i nuovi progetti di impianti eolici e fotovoltaici. «Mi sono sentita presa in giro - ha detto Todde - non personalmente, ma come rappresentante della Sardegna. Noi abbiamo un territorio che in questo momento è attaccato, ed è sotto gli occhi di tutti: abbiamo bisogno di difenderci con ogni strumento e ogni modalità».
Tra queste difese, la più immediato è la moratoria: la presidente, in un vertice di maggioranza convocato in viale Trento,ha chiesto alla sua coalizione di accelerare i tempi di approvazione del disegno di legge così da sospendere per 18 mesi le nuove realizzazioni. «Sicuramente lo approveremo entro giugno» ha annunciato Todde rispondendo alla richiesta di esprimersi sulle tempistiche, durante l'incontro con la stampa al termine del vertice. Nel frattempo, ha ribadito la presidente, «Serve aggiornare il Ppr (Piano paesaggistico regionale) e il piano urbanistico, per adeguarli alle nuove esigenze».
Ribadita anche la posizione della giunta sulla questione delle rinnovabili: «Siamo convintamente a favore della transizione ecologica - ha ricordato Alessandra Todde - che ci permetterà di fare a meno delle centrali a carbone che inquinano i nostri territori. Potremo così salvaguardare la salute delle sarde e dei sardi che in quei territori vivono e contrastare il cambiamento climatico di cui già subiamo l’effetto, con la siccità che minaccia le nostre attività e le nostre vite. Siamo però totalmente contrari a chi, strumentalizzando parole come tutela dell’ambiente o sostenibilità, specula e lucra barbaramente su territorio, suolo e paesaggio».

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Immagine in evidenza: Alessandra Todde durante l'incontro con la stampa al termine del vertice di questa mattina in viale Trento



