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 Arbus - Unanime il Consiglio sull'onoreficenza, la minoranza: «no ai nazionalismi»

Nell'ultimo consiglio comunale l’assessora alla Cultura Alessandra Peddis ha chiesto l’approvazione del conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto e l’adesione all’iniziativa nazionale promossa dal Gruppo delle Medaglie d’oro al Valore Militare e dall’Anci, in seguito alla richiesta del suo segretario generale, che con una lettera del 3 marzo 2020, su proposta del Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, aveva invitato tutti i comuni ad aderire all’iniziativa.

«Questo conferimento consentirà al Milite Ignoto di diventare cittadino d’Italia, divenendo il simbolo della nostra identità nazionale – ha spiegato l’assessora – commemorando tutti quei combattenti della Prima guerra mondiale che hanno contribuito a costruire la nostra nazione».

Al consiglio comunale era presente anche il sottufficiale addetto al Museo Storico della Brigata Sassari, sergente Sandro Solinas: «Dobbiamo aver cura della memoria di grandi uomini, che con un’uniforme addosso erano anche grandi soldati».
Durante la prima Guerra mondiale l’Italia ha pagato un prezzo altissimo, con la perdita di milioni di cittadini tra militari e civili: ad Arbus ma non solo, i nomi dei concittadini vengono ricordati nel monumento ai Caduti.

«La guerra - ha proseguito Peddis - strappò tanti giovani arburesi alle proprie famiglie per lo più contadini, braccianti, minatori, artigiani e studenti creando una grave crisi nei maggiori settori economico-produttivi, un vuoto incolmabile nonostante l’enorme impegno profuso dalle donne nel subentrare ai mariti e ai figli assenti. Questo momento deve essere per tutti noi occasione di riflessione e di confronto ma anche di piena comprensione del significato che il nostro ruolo ha nei confronti della comunità arburese e di tutti i nostri giovani».

Il conferimento è stato approvato anche dai due gruppi di minoranza: «Ho dichiarato il voto favorevole a questa iniziativa ma non deve essere una misura ideologica – ha spiegato Michele Schirru capogruppo di Arbus bene comune – ma memoria del fatto che tanti giovani persero la vita per la guerra, per colpa di nazionalismi estremi e contro la loro volontà. Serva da monito perché questo non succeda più. Ringraziamo l’impegno civile delle forze armate che si sono riconvertite ad attività civili importanti come quella della sicurezza nelle città, la protezione civile nei paesi, gli aiuti alle popolazioni in difficoltà. In questo periodo l’esercito ha dato un importante contributo operativo per le attività anti Covid-19 e nei centri vaccinali. Chi pensa invece di utilizzare questi eventi per stimolare idee di piccoli patriottismi nazionalisti sbaglia, perché i valori da trasmettere alle future generazioni sono quelli della pace, della fratellanza e della solidarietà tra i popoli del mondo».
Luciano Aru, consigliere di minoranza del gruppo Arbus bene comune: «Mi rifaccio alle parole del Sergente Solinas: bisogna educare i giovani all’orrore della guerra. Voto sì per questo motivo: noi non nasciamo con l’idea della guerra e del razzismo. Se due bambini giocano insieme nella stessa stanza, non litigheranno mai sul loro colore della pelle, è l’adulto che li educa all’odio verso l’altro. Le differenze purtroppo si vedono tra un bambino occidentale e uno del Medio oriente, loro vivono la guerra quotidianamente, per fortuna i nostri bambini non la vedono e ne sentono solo parlare, siamo noi adulti i responsabili della loro educazione e dell’allontanamento del pensiero della diversità. Razzismo e guerra vanno spesso di pari passo, il mio voto è un sì perché questo non succeda mai più, alla memoria del milite ignoto».

«La Grande Guerra ci ricorda un passaggio estremamente tragico della storia del nostro Paese – ha concluso l’assessora - ma è anche vero che quello che stiamo attraversando, pur senza voler lontanamente paragonarlo alla drammaticità della guerra, si presenta oggi come un momento storico difficile, incerto e di profonda sofferenza nel quale però si è potuta costruire una comunità coesa, pronta a mettersi al servizio della collettività nell’affrontare un'emergenza sanitaria che ha visto rafforzare sempre più il senso di appartenenza al Paese».

Valentina Vinci © riproduzione riservata

Nella foto in evidenza: la consegna, durante il Consiglio, di due volumi su Arbus al sergente Solinas

 

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