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Sport, arti marziali: intervista a Carlo Erriu, responsabile di Kmred Sardegna

Intervista a cura di Jérôme Bouteiller

Carlo chi sei in poche parole?
La domanda più difficile che mi sia stata fatta. Sono solo un uomo. Ho 39 anni, sono nato, cresciuto e vivo in Sardegna. All’interno del gruppo KMRED sono il responsabile per la Sardegna con la qualifica di Capo Istruttore. Per gli appassionati di Arti Marziali, sport di combattimento e sistemi di difesa personale che vogliano sapere qualcosa in più su di me possono trovare il mio curriculum marziale sulla pagina facebook KMRED SARDEGNA.

Come ti è venuta l’idea di contattare Christian Wilmouth la prima volta?
Era inizio 2016 ed ero alla ricerca di qualcuno che potesse arrichire le mie conoscenze e il mio bagaglio tecnico nel settore della difesa personale. Non volevo un semplice insegnante, volevo che fosse uno dei migliori al mondo, e così provai a mettermi in contatto direttamente con 4 o 5 “esperti internazionali” di self defence di diverse parti del mondo. Per una serie di motivi tra cui una maggiore disponibilità al dialogo e a trovare un accordo sull’organizzazione di un primo incontro, la scelta ricadde su Christian Wilmouth. Fu l’inizio non solo di una collaborazione che da allora continuiamo a portare avanti ma anche di una bellissima amicizia.

E’ andato come volevi?
Direi proprio di no. Mi spiego meglio: pensavo di trovarmi davanti il “classico esperto internazionale” che si comporta con un po’ di superiorità e distacco, invece al contrario avevo a che fare con una persona umile, dai modi di fare semplici, molto socievole e disponibile al dialogo ma allo stesso tempo con un incredibile carisma. Per quanto riguarda la parte tecnica non fece praticamente nulla di quello che io e miei amici Istruttori ci aspettavamo. Proponendoci in maniera molto coinvolgente la sua visione di difesa personale, che usciva dai dogmi e dagli schemi tradizionali, ci lasciò tutti un po’ confusi ma particolarmente affascinati.

Perchè ti sei investito corpo e anima nel KMRED? Cosa ti è piaciuto di più?
Dopo il primo assaggio in Sardegna (primo stage in tutta Italia interamente dedicato al KMRED con Christian Wilmouth) decisi di approfondire quel sistema non convenzionale andando a seguire un altro stage in Corsica dove mi convinsi della validità inconfutabile del RED TRAINING, all’epoca metodo KMRED. Una volta capito che quella era la mia strada decisi di portare avanti il progetto condividendone non solo gli aspetti pratici ma anche i principi morali. La magia del RED TRAINING è data dal mix tra un metodo valido e all’avanguardia, un “matto” di nome Christian Wilmouth e una grande famiglia mondiale di fratelli guerrieri.

Sei oggi il capo del team KMRED Sardegna e hai scelto individualmente tutti gli Istruttori. Quali sono stati i tuoi criteri?
Non proprio individualmente, io faccio la prima selezione in Sardegna ma non c’è decisione importante che poi non sottoponga sempre anche al varo di mr Wilmouth. Ad ogni modo i criteri sono gli stessi in tutto il globo per poter diventare Insegnanti in seno al KMRED GROUP: bisogna possedere ottime qualità atletiche, tecniche e morali poiché la credibilità è fondamentale per entrare a far parte della nostra famiglia. Indispensabile essere umili e sinceri, avere voglia di rimettersi sempre alla prova. E come recita il motto del gruppo KMRED: “tra essere e apparire noi abbiamo scelto: allievi un giorno, allievi sempre”.

Come vedi il futuro del KMRED Sardegna?
Sono convinto che il futuro ci riservi tante bellissime sorprese e soddisfazioni, il Team Sardegna è solo all’inizio ed è un gruppo fantastico composto da 10 persone: tecnici, Maestri, professionisti e Campioni tra i migliori in terra sarda e non solo. Per me è un grande onore esserne il rappresentante.
Cosa vorresti dire alle persone che non ci conoscono?
Se sono persone interessate alla difesa personale, quella non collaborativa che non si basa sulla fantasia, dico di provare e sperimentare anche il RED TRAINING. Non sono qui per criticare altri sistemi, ognuno trarrà le proprie conclusioni ma sicuramente si troverà davanti un metodo differente, a patto però di voler uscire dalla propria zona di confort.

Cosa vorresti dire a tutti gli atleti KMRED?
Quello che fa la differenza nella difesa personale, così come del resto in tutti gli aspetti della vita, è la determinazione, la costanza, il coraggio, una grande forza di volontà e un po’ di sana ambizione per raggiungere gli obbiettivi che ci siamo prefissi. Essere sinceri con gli altri e con noi stessi, non mollare mai in nessuna circostanza e non aver paura di uscire ogni tanto dalla propria comfort zone.

Per te è già il secondo confinamento in un anno? Ci dai due consigli per gestire questa prova?
Tra Aprile e Luglio dello scorso anno sono stato costretto a un quasi totale isolamento dovuto a problemi di salute e ora siamo tutti in isolamento per la pandemia covid-19. Si può dire che io abbia già fatto il rodaggio a questa condizione di reclusione forzata. Sicuramente non è semplice, ogni persona e ogni vita è differente ma ritengo fondamentale avere o cercare di sviluppare capacità di adattamento, saper trovare gli aspetti buoni e positivi in ogni circostanza e sono sicuro che anche ora se ne possono trovare parecchi. Io personalmente sto dedicando un po’ di tempo tutti i giorni all’esercizio fisico, alla meditazione, a tenermi aggiornato sulla delicata situazione italiana e mondiale ma anche alla lettura di qualche buon libro o allo studio e approfondimento di materie e argomenti per i quali nelle giornate “normali” non trovavo il tempo da dedicare. In buona sostanza il mio consiglio è non porre limiti alla fantasia.

Jérôme Bouteiller

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