Home / Attualità / Sardara: bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio per le vittime di coronavirus

Sardara: bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio per le vittime di coronavirus

Bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio, in segno di lutto.
Su proposta del presidente della Provincia di Bergamo e sindaco di Calcinate, Gianfranco Gafforelli, i sindaci d’Italia, con indosso la fascia tricolore e davanti ai rispettivi municipi, si son dati appuntamento a mezzogiorno “per ricordare le vittime di Coronavirus, onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari e sostenersi con un abbraccio a distanza”.
Tra essi, anche Roberto Montisci, primo cittadino di Sardara, comune tra i primi colpiti dall’emergenza sanitaria in Sardegna. Ragion per cui son state adottate, da subito, misure preventive che hanno contenuto la diffusione del virus.
A facilitare la macchina amministrativa e sanitaria, si è mossa un’intera comunità di meno di 4.000 anime.
Protezione civile e Compagnia Barracellare, a supporto della polizia municipale e delle forze dell’ordine.
Commercianti, edicolanti, farmacisti e medici per garantire beni e servizi di prima necessità, alcuni dei quali svolgendo le consegne a domicilio e a titolo gratuito.
Il mondo del volontariato e soprattutto il senso civico e virtuoso della maggior parte dei cittadini che resta a casa, si equipaggia con dispositivi di protezione (mascherine e guanti) per le uscite indispensabili; tiene le dovute distanze di sicurezza; e si mette a disposizione degli altri, in particolar modo dei concittadini più fragili.
Con lo stesso spirito, il parroco don Stefano Mallocci e la parrocchiana Franca Sanna tengono vivo il dialogo e l’unità con la comunità di fedeli e non, celebrando le messe in diretta facebook, sulla pagina del giornale.
In virtù del fatto che la crisi epidemiologica sta perdurando, il sindaco Montisci esorta tutti a continuare a collaborare uniti e a non abbassare la guardia, e ribadisce la necessità di rispettare le norme comportamentali che riducono le occasioni di aggregazione e trasmissioni di contagio.
Precisa quindi:
“- È vietato spostarsi, con mezzi pubblici o privati, in comune diverso da quello di proprio domicilio, salvo per comprovate esigenze lavorative, sanitarie e di assoluta urgenza.
– Per acquistare beni di prima necessità, può lasciare l’abitazione un solo componente familiare, una sola volta al giorno, tranne per i farmaci.
– Autoveicoli, bicicletta, spostamenti a piedi solo per esigenze lavorative, sanitarie o di necessità.
– È consentito, una sola volta al giorno e ad un solo componente familiare, uscire per recarsi nel proprio vigneto, uliveto, orto e impianto ortofrutticolo per lavorazioni stagionali non rinviabili o per accudire il bestiame d’allevamento o altri animali d’affezione, raggiungendo il proprio podere senza soste intermedie.
– L’attività motoria può essere svolta solo nelle immediate vicinanze della propria abitazione.
– E, infine, per chi non dispone di un cortile adeguato a consentire l’espletamento delle esigenze fisiologiche degli animali da compagnia, è consentito spostarsi nelle immediate vicinanze della propria abitazione”.

Marisa Putzolu  ©riproduzione riservata

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *