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Sardara: una 50ina di cittadini all’incontro pubblico sulla sicurezza nel territorio termale

Una 50ina di cittadini ha presenziato al Consiglio comunale di Sardara, aperto al pubblico, per discutere di sicurezza nella cittadina termale.
Cittadina, abitata da circa 3.900 anime e che conta, negli ultimi decenni, diversi casi vandalici e delinquenziali: furti, aggressioni, rapine a mano armata, incendi dolosi, truffe, intimidazioni e vari danneggiamenti a beni privati e pubblici.
Lunedì sera, al Centro d’aggregazione sociale di via Oristano, mancavano in tanti a testimoniarli.
Tra i presenti, soprattutto rappresentanti istituzionali, referenti delle associazioni di volontariato, forze dell’ordine, barracelli e due ex sindaci di Sardara, Gigi Abis e Giorgio Zucca, che hanno raccontato le proprie esperienze.
“Era il 1977 – ha ricordato Gigi Abis –, il giorno di San Valentino. Ero in Municipio e mi chiamò al telefono una donna per chiedermi, più volte, se fossi il Sindaco. Lì per lì, pensai a uno scherzo. Ma, dopo circa mezz’ora, rientrai a casa e la trovai svaligiata. Voleva accertarsi che non ci fosse nessuno in casa. All’epoca, un furto del genere era inconcepibile: pare sia stato il primo in paese”.
Pure Zucca, vittima di violazione di domicilio, si è fatto portavoce di quanti hanno vissuto episodi di criminalità e ha detto: “Pensare che un estraneo violi la tua privacy, mette a dura prova la serenità, anche familiare. Si vive terrorizzati per mesi, anni”.
Ha poi aggiunto: “I nostri giovani stanno emigrando per lavoro e qui sta rimanendo la popolazione più debole: anziani e bambini. Non c’è vita sociale, dialogo, confronto: i cellulari ci rendono più vicini a chi è lontano ma più lontani da quelli a noi vicini. Dovremmo riprendere la collaborazione sociale di un tempo, avere il coraggio di rimproverare i nostri ragazzi quando compiono atti vandalici, affinché non sfocino poi in atti delinquenziali quando sono adulti”.
Anche il consigliere Raimondo Pisu si è espresso sull’importanza di coinvolgere i ragazzi, rendendoli partecipi e responsabili del territorio e della cosa pubblica. E Maddalena Manunza ha aggiunto: “Ognuno di noi dovrebbe chiedersi ‘cosa posso fare io, per migliorare la situazione?’; non per farsi i fatti degli altri, ma per riallacciare i rapporti sociali di una volta, avere coscienza come cittadino, più controllo sociale e quindi vivere tutti meglio”.
Sulle azioni concrete da compiere per controllare il territorio e scongiurare vandalismo e delinquenza, ha preso la parola anche il capitano della Compagnia Barracellare, Gianluigi Caddeo: “Occorrerebbe fare rete come quella già attiva tra barracelli del territorio, forze dell’ordine e alcuni cittadini. Però siamo ancora pochi e molti potrebbero darci una mano. C’è, inoltre, l’esigenza di una Commissione comunale di sicurezza. E, di certo, è necessario migliorare il sistema di videosorveglianza, perché un servizio di telecamere fatto bene, funge anche da deterrente”.
Con voce unanime, maggioranza e opposizione si sono impegnati a prendere ulteriori provvedimenti per facilitare il compito di chi deve garantire ordine pubblico e sicurezza nel centro abitato e in campagna. E si sono appellati al “senso di comunità” che caratterizza le piccole realtà.
“Sardara è una comunità pacifica e laboriosa – ha precisato il sindaco Roberto Montisci, escludendo l’ipotesi che questi eventi siano attribuibili ai concittadini –. Il recente fatto accaduto al presidente della Protezione civile, persona sempre al servizio della comunità, ha lasciato tutti increduli e sconcertati, generando un senso di insicurezza e preoccupazione in paese”.
Il capogruppo di maggioranza Roberto Ibba ha parlato di “condanna morale di questi gesti” da parte delle istituzioni, a partire dalla famiglia: “il primo nucleo dove si forma la coscienza civica”.
E il capogruppo di opposizione Roberto Caddeo, definendo l’accaduto “un’aggressione davvero pesante”, ha ribadito la necessità di far sentire “vicinanza istituzionale a tutti i cittadini che hanno subito danni”.

Il sindaco, concorde, ha assicurato: “L’amministrazione comunale, le associazioni, le forze dell’ordine saranno al fianco dei più esposti, di chi ha paura che possa accadere anche a loro. Dev’essere un’azione collettiva. Da questo incontro, che dovrà essere seguito da fatti concreti, emerge un messaggio di no all’indifferenza, di solidarietà e maggiore cooperazione da parte di tutti”.

m.p.  ©riproduzione riservata

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