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Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
come sai, qui nel Medio Campidano, avremmo davvero bisogno di qualche bel regalo.
Non voglio essere noioso: so che hai tanti regali da distribuire per il mondo.
Ti faccio però una piccola lista di doni, che io e qualche amico della zona gradiremmo ricevere.
Per prima cosa, fa che il cantiere di viale Trieste a Sanluri termini presto, cosicché abitanti e attività commerciali smettano di “lamentarsi” (come sostengono alcuni), per i disagi che sono costretti a sopportare ormai da un anno. Restituisci ai commercianti della strada il quantitativo in denaro delle perdite avute.
Fai, inoltre, che la provinciale San Gavino – Sardara riapra prima possibile, perlomeno senza ritardi. Sai, pare debba restare chiusa per due mesi: la riapertura è prevista a fine gennaio. Lo so, lo so. Ti prego, non dirmi nulla, non c’entro con chi decide queste cose. Tu e io sappiamo bene che in altri Stati, per lavoretti del genere, ci impiegherebbero, sì e no, due settimane; non due mesi. E forse anche meno se, come a San Gavino Monreale, ci fosse un importante ospedale che ora, proprio a causa del cantiere, è davvero scomodo da raggiungere. Immagina tutte quelle persone che, da Sardara o dalla Marmilla, si devono recare frequentemente nei reparti per visite, o per andare a trovare qualche parente ricoverato. Un disastro. Un disagio davvero enorme. Chissà se quando la gara è stata messa a ribasso, la politica ha tenuto conto di questi aspetti. Forse no, perché la stessa normativa non opta per soluzioni più celeri. E dei soldi che privati cittadini e ditte spendono in più, per via del carburante e del tempo impiegato per la lunga deviazione, chi se ne frega. L’importante, caro Babbo, è far riaprire la strada.
Che altro chiederti? Ah, sì: l’ex 131 di Sardara, ora di proprietà e responsabilità del Comune. Ricorda la pista ciclabile che finisce contromano, che la notte non si vedono i bordi della strada per la mancanza di segnaletica orizzontale e che, sempre sulla stessa strada, per chi arriva da Sanluri, spunta uno sperone d’acciaio (un pezzo di vecchio guardrail) tagliente, poco segnalato e poco visibile, specialmente di notte e se piove. Ti prego, fa che nessuno si faccia mai del male e, soprattutto, fai che l’amministrazione (che lo ha ereditato dalla scorsa e che a breve compirà quattro anni), si decida a toglierlo, senza aspettare che si facciano queste cose solo quando qualcuno si fa male, o entro l’ultimo anno di amministrazione per far vedere che “le cose si fanno”. Sai, Babbo Natale, è un film già visto: vecchie tattiche ancora in uso, persino ad opera di amministratori giovani.
Spiega a questi ultimi che non si strumentalizza in favore di benefici elettorali e che tali trucchetti sono cattivi e monelli. Quindi dannosi. E, dato che ci sei, ti chiedo di far togliere quei pali marci e pericolosi dal centro abitato, soprattutto quelli nelle vicinanze delle scuole materna, elementare e media.
Che altro dirti? Se ti rimane tempo, regala un secchio da muratore e una cazzuola a chi ogni tanto, anno dopo anno, organizza convegni e ostenta un imminente avvio dei lavori per il nuovo ospedale a San Gavino. Se proprio non te la senti, fai in modo che almeno quello esistente sia un po’ più in ordine e adeguato a una struttura ospedaliera, in modo da dare dignità a medici, infermieri e pazienti. Quella dignità che la politica, attraverso le sue scelte, spesso basate su interessi personali e, o dettate da scarsa conoscenza in vari ambiti (storici, culturali, filosofici ed economici), ha contribuito a negare a troppi sardi.
Grazie, caro Babbo Natale, e buon Natale anche a te

Saimen Piroddi

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