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Sardara: la Protezione civile in piazza per la campagna di sensibilizzazione “Io non rischio”

Sardara è pronta ad accogliere la nona edizione di “Io non rischio”, la campagna promossa dalla Protezione civile per sensibilizzare il cittadino alle buone pratiche da seguire quando si abbattono calamità naturali come alluvioni, terremoti, maremoti e altri fenomeni frequenti nel territorio.
Con un gazebo allestito in piazza Gramsci, davanti al Municipio, sabato 12 ottobre i volontari della Protezione civile locale illustreranno semplici accorgimenti da adottare in casi di emergenza, per attivarsi da soli senza l’intervento dei soccorsi. E spiegheranno quali criteri e parametri di prevenzione occorre considerare per costruire e sistemare le proprie abitazioni, in modo da minimizzare l’impatto su cose e persone e ridurre rischi e pericoli.
Lo stesso giorno la manifestazione si terrà a Furtei in piazza Resistenza e proseguirà domenica 13 ottobre, in concomitanza con la giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali, dichiarata dall’ONU, e con l’apertura della prima “Settimana nazionale della protezione civile”: sette giorni di eventi e iniziative, a livello nazionale e locale, in cui i cittadini potranno conoscere più da vicino il Servizio nazionale della protezione civile.
Sempre domenica, in contemporanea con le altre città italiane, parteciperanno all’iniziativa: Collinas, che allestirà il gazebo in piazza G. B. Tuveri; Gonnosfanadiga, in piazza XVII Febbraio; Guspini, in piazza XX Settembre e Segariu al Parco di Sant’Antonio.
La Protezione civile di Sardara fa sapere che “sarà proprio il Capo Dipartimento della protezione civile Angelo Borrelli a dare ufficialmente il via alla Settimana visitando alcune piazze” che hanno aderito alla campagna. E che “Io non rischio” è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile con Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Reluis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. “L’inserimento del rischio maremoto e del rischio alluvione – aggiungono – ha visto il coinvolgimento di Ispra-Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, AiPo-Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di Bacino del fiume Arno, CamiLab-Università della Calabria, Fondazione Cima e Irpi-Istituto di ricerca per la Protezione idro-geologica”.

m.p. ©riproduzione riservata | Seguici su Telegram

(foto archivio)

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