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Sardara: nasce “Onda panica” per tenere pulito il territorio e l’ambiente

Dove non arrivano le istituzioni, ci pensano i cittadini virtuosi a tenere pulito un territorio e l’ambiente.
Dall’idea di due giovani 20enni di Sardara, Davide Pisu e Nicola Loi, è nato “Onda panica”: un progetto per ripulire strade, piazze, campagne, cunette e luoghi pubblici, e per sensibilizzare adulti e nuove generazioni ai temi ambientali.
Con questo obiettivo, il neo comitato spontaneo sta proponendo una serie di giornate ecologiche, la prima delle quali, la “Eco-Friendly-Day”, prevista per lunedì 9 settembre, alle 17.30, al campetto di calcio del parco comunale.
«L’iniziativa è nata per caso – spiega Davide Pisu –. Un giorno, girando per il parco, nell’area dei campetti sportivi, ci siamo imbattuti in un mare di spazzatura (plastica, vetro e alluminio). Con Nicola, abbiamo pensato di metterci subito a pulire quell’immondezzaio. Poi, abbiamo pensato di mobilitarci e coinvolgere altri».
Pensando in grande, i giovani sardaresi intendono operare, “in un futuro non lontano”, anche oltre i confini comunali. Tra gli obiettivi, c’è quello di ripulire campagne e cunette che costeggiano alcune strade del territorio. «In prossimità di terreni coltivati – continua Pisu – vi sono cumuli di immondizia. Inquinare quelle terre significa avvelenare i frutti del duro lavoro di un agricoltore e quindi noi uomini che ci nutriamo con essi. Un ambiente degradato e sporco, oltre ad essere esteticamente brutto, incide sulla catena alimentare di cui siamo il vertice».
Idee chiare e nette anche sui temi da affrontare per le campagne di sensibilizzazione ambientale. «Per esempio – dicono – sui pro e contro dell’utilizzo di generatori nucleari, sulle forme di energia alternative a quelle basate sul carbone, petrolio e derivati, sui progetti di ricerca che stanno realmente cercando di dare una valida alternativa all’estinzione della razza umana. Per facilitare e rendere meno noiosa la divulgazione, faremo tutto questo anche tramite la cultura e l’arte».
In poco tempo, sono riusciti a coinvolgere altri coetanei.
E ora sperano che numerosi concittadini e corregionali abbraccino l’iniziativa, proprio come suggerisce l’etimologia di “Onda panica”.
«La scelta del nome – concludono – è da ricollegare al concetto di ‘panismo’ che presuppone una percezione molto profonda della natura e vede l’uomo come parte integrante di essa. Nel panismo, l’Io si pone in secondo piano, immergendosi completamente nella natura, ma non nascondendosi del tutto. L’Onda panica ha l’obiettivo di travolgere e trasportare tutte le persone che diverranno anch’esse delle onde e nuove onde entreranno a far parte del progetto, così si scatenerà una sorta di effetto domino propulsore dei progetti che ci siamo prefissati»
Per partecipare al primo appuntamento in programma, occorrerà munirsi di guanti e “sarà gradito” qualsiasi altro strumento (scope, rastrelli e simili), utile a semplificare l’attività.

m.p. ©riproduzione riservata

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