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Sardara: il Comune cerca figure femminili disposte a far parte della Giunta

Sono stati assegnati al vicesindaco Ercole Melis, gli assessorati alle politiche sociali e alle pari opportunità di Sardara, amministrati fino a ieri dall’assessora dimissionaria Gessica Pistis.
Gli assessorati alla pubblica istruzione e ai servizi tecnologici, restano per ora in capo al sindaco Roberto Montisci.
Una modifica provvisoria, finché non saranno individuate figure femminili disposte a far parte della Giunta: almeno due, come prevede la normativa, e non necessariamente tra quelle candidate alle elezioni comunali. «Ho avviato – dichiara il primo cittadino – l’attività istruttoria preordinata ad acquisire la disponibilità allo svolgimento delle funzioni assessorili da parte di persona di genere femminile, in modo da garantire la rappresentanza in Giunta di entrambi i generi».
La denuncia. L’assenza di donne in Giunta ha suscitato polemica e una denuncia contro l’amministrazione comunale da parte dell’ex sindaco Angelo Mascia.
Riportando su facebook l’articolo de Il Sardington Post, Mascia ha scritto: «Con le dimissioni dell’assessora Gessica Pistis, Sardara è l’unico Comune in Italia ad avere una Giunta composta da soli uomini. Già prima era una Giunta illegale in quanto non rispettava la Legge 56/14 che dispone “Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%”. In base alla legge quindi la Giunta dovrebbe essere composta da almeno due donne e almeno due uomini. Dopo aver cancellato nel territorio comunale una legge dello Stato, il Sindaco, con questa sua dichiarazione, cancella anche decenni di lotte delle donne per l’emancipazione e la parità di genere: “Cercheremo di avere una donna in Giunta, soprattutto per l’apporto che il genere femminile è capace di dare. Anche se a Sardara, in passato, abbiamo avuto uomini assessori ai servizi sociali. Quindi ora vedremo. Cercheremo la persona giusta”. L’opposizione gli dà manforte con una dichiarazione maschilista del capogruppo Roberto Caddeo: “Però, sarebbe opportuno che lo Stato riconosca un contributo alle donne che amministrano gli enti locali e, contemporaneamente, anche una famiglia”».
Obiettano il primo cittadino e il capogruppo di opposizione, respingendo le accuse e convergendo sul fatto che non si tratti di maschilismo, ma di difficoltà a trovare donne disposte a candidarsi e ad amministrare un ente locale.
Controbatte il consigliere Caddeo: «Non condivido la parità di genere imposta per legge. Gli amministratori vengono scelti dai cittadini/elettori e non dal legislatore a tavolino. Sono convinto invece che lo Stato debba abbattere tutte le barriere, anche con l’erogazione di opportuni contributi, che oggi limitano ad una donna, soprattutto madre di famiglia, di occuparsi di politica e di gestione dei beni pubblici. Se per maschilista s’intende questo, allora sono maschilista».

m.p. ©riproduzione riservata

One comment

  1. È uno spot creato ad hoc da un ex Sindaco che vuole farsi pubblicità su un problema creato dalla sua stessa parte politica. Andasse a parlare dei problemi irrisolti che ha lasciato quando ricopriva la carica di Sindaco, ed i problemi giudiziari che ne sono conseguiti. Innanzitutto non dovrebbe utilizzare il logo del comune per pubblicizzare le sue esternazioni, questo dovrebbe saperlo o fa finta di non saperlo?

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