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Sardara: si dimette l’assessora Pistis, resta consigliera comunale

Ha rassegnato le dimissioni da assessora, Gessica Pistis, ma resterà in carica come consigliera comunale di Sardara.
Unica donna in Giunta e tra i colleghi di maggioranza e opposizione, Pistis aveva assunto il ruolo sette mesi fa in sostituzione dell’ex assessora Simona Ibba.
Ora, per questioni personali e familiari, si sente costretta a rinunciare alle deleghe alle politiche sociali, alle pari opportunità, alla pubblica istruzione e ai servizi tecnologici.
Assessorati che, per il momento, restano in capo al sindaco Roberto Montisci.
«Non è stata una decisione semplice – confida l’assessora dimissionaria –. È stata soppesata bene. Dovevo scegliere e ho scelto di concentrarmi sulla famiglia che ha la priorità e, in questo particolare periodo, necessita del mio tempo e della mia lucidità. Mi spiace poter aver deluso qualcuno. Non mi spaventano le difficoltà. Ma penso che il riconoscimento dei propri limiti non sia da sottovalutare né da demonizzare, anzi sia costruttivo. Ho riconosciuto il mio limite attuale per portare avanti ciò che per me è sempre venuto prima di tutto: i miei figli, la mia famiglia e la mia professione. Resto come consigliera perché ci tengo, a modo mio e coi tempi che mi sono concessi, a proseguire nel fare squadra per il bene del paese, continuando a collaborare con i dipendenti comunali, l’amministrazione comunale e la popolazione tutta che mi hanno sempre sostenuto».
Non è dato ancora sapere a chi darà il testimone, ma il primo cittadino assicura: «Cercheremo di avere una donna in Giunta, soprattutto per l’apporto che il genere femminile è capace di dare. Anche se a Sardara, in passato, abbiamo avuto uomini assessori ai servizi sociali. Quindi ora vedremo. Cercheremo la persona giusta».
Tra le opzioni, c’è anche il subentro di Michela Tuveri, seconda delle candidate donne non elette alle amministrative, o di una figura esterna al Consiglio.
Sulle dimissioni di Pistis, ha rivolto un pensiero anche il capogruppo di opposizione Roberto Caddeo: «Ha ricoperto la carica per troppo poco tempo. E di certo alcuni fattori non le hanno reso le cose facili: ad esempio, sulla questione del centro anziani. Però, sarebbe opportuno che lo Stato riconosca un contributo alle donne che amministrano gli enti locali e, contemporaneamente, anche una famiglia. Perché si parla di quote rosa, ma occorre mettere le donne in condizioni di poter amministrare un Comune».

m.p. ©riproduzione riservata

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