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Sanluri: il Consiglio comunale si impegna a non assumere “atteggiamenti da tifoseria” sui social

Il Consiglio comunale di Sanluri ha accolto, all’unanimità, la proposta di stilare un “codice etico” per regolamentare l’utilizzo dei social network.
«Un codice che ricordi ai rappresentanti dello Stato di avere un comportamento consono, sia nel mondo reale che in quello virtuale», ha dichiarato il consigliere Massimiliano Paderi che si è sentito preso in causa da un post diffuso su Facebook e condiviso dal collega di minoranza Giuseppe Tatti.
Il fatto «Non è la prima volta che si usa il social in modo inappropriato – ha detto Paderi –. Qualcuno ha insinuato che uno di noi fosse un traditore per aver sostenuto il sindaco Alberto Urpi alle elezioni regionali. Un messaggio dai contenuti diffamatori: ‘ipocrita’, ‘carogna’. Non riconducibile alla mia persona. Ma, siccome in piazza o in strada, nel mondo reale, gli insulti non si condividono, si denunciano, chi rappresenta un’istituzione deve avere un atteggiamento diverso, distaccato, davanti a frasi razziali, discriminatorie e diffamatorie. Quantomeno, non dovrebbe esprimersi con un ‘mi piace’ e una condivisione». Secondo il consigliere proponente, non è un caso isolato e circoscritto a Sanluri. Occorrono regole da adottare per gli amministratori attuali, per le generazioni future e per chiunque. «Siamo solo di passaggio – ha precisato Paderi –, anche dal punto di vista politico. Chi viene dopo di noi, deve sapere che ci sono regole da rispettare anche nel mondo digitale».
Una visione condivisa dai consiglieri di maggioranza e opposizione, che si sono espressi in merito e hanno votato a favore dell’iniziativa.
Il sindaco Urpi è intervenuto per condannare, senza se e senza ma, il post “denigratorio e offensivo” diffuso sul social. E ha detto: «Ancora di più se viene condiviso dai componenti del Consiglio che hanno l’obbligo, l’onere e l’onore, di rappresentare i cittadini e devono quindi avere una struttura mentale e culturale di un certo livello». Poi ha chiesto che tutti si impegnassero a non assumere “atteggiamenti da tifoseria” sui social, assicurando un incontro coi capigruppo consiliari, per redigere un testo con gli indirizzi da seguire.
Il consigliere Tatti era assente. Ma, fuori dall’aula, gli abbiamo chiesto la sua versione dei fatti.
«L’ho condiviso con tre faccine emoticon tristi – ha spiegato Tatti –, proprio per esprimere il mio dissenso, il dispiacere sul contenuto di quel messaggio che poteva essere indirizzato anche a me. Non l’ho condiviso per approvare gli insulti riportati o assentire. Mi dispiace che, ancora una volta, si strumentalizzi la mia persona».
E se fosse stato presente in Consiglio? «Avrei votato a favore anch’io», ha risposto il consigliere.

m.p. ©riproduzione riservata (aggiornato alle 17 del 27.2.19)

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