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Intervista al nuovo vicesindaco di Sanluri, Antonella Pilloni

Per la prima volta il Comune di Sanluri ha un vicesindaco donna. Nel 2015, con 271 voti, Antonella Pilloni viene proclamata prima tra gli eletti consiglieri comunali. Da quattro anni è assessore alla Cultura e al Personale. E, a un anno dalle prossime elezioni amministrative, Massimiliano Podda le passa il testimone.

Come mai dopo quattro anni di mandato? Una sua decisione o dei suoi colleghi?
Il passaggio è avvenuto in base agli accordi elettorali: i due consiglieri più votati si sarebbero dovuti alternare durante il mandato. Adesso è arrivato il mio momento.

Si aspetta un carico più oneroso da vicesindaca?
Chiaramente è un incarico di responsabilità e più impegnativo. Continuerò comunque con la stessa passione e l’entusiasmo di sempre.

È più difficile, o più facile, amministrare un Comune nella veste di donna?
Non ho avuto difficoltà a relazionarmi con i colleghi, né con il personale dipendente. Penso che i rapporti con le persone vadano al di là del mio essere donna. È fondamentale mantenere relazioni corrette basando i rapporti sul rispetto reciproco.

Alle prossime comunali si ricandida? Se si, da sindaca?
Ho iniziato un’esperienza importante che mi impegna quotidianamente. Sono lusingata per la fiducia e la stima che mi è stata dimostrata. Il mio obiettivo , ad oggi, è quello di collaborare con il Sindaco e la Maggioranza, di facilitare la realizzazione di tutti gli atti di indirizzo stabiliti dal Consiglio comunale.
Ritengo che la politica non sia una professione, pertanto, non vedo all’orizzonte una mia futura candidatura.

Commento libero
Sono una persona “prestata” alla politica. Infatti la mia esperienza lavorativa è stata all’interno degli stabilimenti del Gruppo Eni: Sarroch – San Gavino – Portoscuso. Un lavoro molto impegnativo che mi ha tenuto fuori casa per molte ore. Solo dopo aver chiuso il mio rapporto di lavoro ho pensato di dare il mio contributo al paese. Essere seri, impegnati e coerenti nella vita di tutti i giorni non basta più; è necessario uscire dal privato. Ciascuno di noi, con la propria esperienza di vita e di lavoro, può contribuire a ridare entusiasmo e speranza per progettare il nostro futuro. Abbiamo bisogno di ricominciare a credere e ad avere fiducia nelle persone.

Marisa Putzolu ©riproduzione riservata

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