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Sardara: il Consiglio comunale apre la seduta consiliare ai pastori in protesta

Tra i primi in Sardegna, il Consiglio comunale di Sardara ha approvato all’unanimità la vertenza dell’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), a sostegno dei pastori sardi in lotta per il crollo del prezzo del latte ovino. E ha aperto la seduta al pubblico per consentire agli allevatori locali di gridare la propria indignazione in una sede istituzionale.
Facendosi portavoce del dolore provato dai pastori, il giovane allevatore Giovanni Brodu, 34anni e laureato in scienze agrarie, ha spiegato: «I supermercati vendono il formaggio a 18 euro al chilo. Per fare un chilo di formaggio occorrono cinque, sei, litri di latte. Le nostre aziende hanno spese di mangime, fieno, veterinario, ecc. Arriviamo a spendere anche due euro per ogni litro di latte. Ci pagano 60 centesimi al litro, circa tre euro per produrre un chilo di formaggio. Poi però quel chilo di formaggio lo rivendono a 18 euro. Non è giusto. I conti non tornano».
All’accorata indignazione dei pastori, si è aggiunta la protesta dell’agricoltore Alessandro Serra: «Non vogliamo l’elemosina. Non vogliamo contributi, ma solo che il nostro prodotto venga pagato. E non solo il latte, anche i prodotti agricoli. Lavoriamo dall’alba al tramonto, anche i giorni festivi. Per cosa? Per dire che andiamo in campagna? Per il grano, portiamo a casa 400 euro a ettaro, quando per lavorare un ettaro di terreno ce ne vogliono 1.200. Da dove togliamo le spese? Non abbiamo più niente. Non me la prendo con voi amministratori locali. Ma con chi ha il portafoglio pieno e con le forze politiche di qualsiasi bandiera, che vogliono la poltrona. Stateci vicini anche nelle nostre manifestazioni».
La politica locale
«La vostra protesta è giusta e sacrosanta – ha dichiarato il sindaco Roberto Montisci – E deve continuare finché non si risolve». Poi, accettando di appendere il lenzuolo di solidarietà ai pastori sulla parete dell’edificio municipale, ha garantito: «Vi sosterremo in ogni forma di manifestazione civile e pacifica». Una vicinanza unanime arrivata anche dai banchi dell’opposizione. «Secondo me – ha aggiunto il consigliere Roberto Caddeo – la soluzione potrebbe essere quella di avere uno o più rappresentanti dei pastori sardi, all’interno degli organismi che stabiliscono le quote di produzione dei derivati del latte, in modo che abbiate un potere maggiore; se non altro per denunciare le anomalie del sistema». Dello stesso parere, anche il vicesindaco Ercole Melis: «Per me, è un onore essere concittadino di allevatori giovani e anch’io penso che qualcosa, dalla trattativa, debba venirne fuori in modo stabile, come spiegava il consigliere Caddeo. Anche perché, finora, non avevo mai visto un disagio come questo. Tutto ciò che viene prodotto è in sofferenza».
«Tutti quelli che lavorano stanno male», gli ha fatto eco Marco Corrias, il più anziano tra i pastori presenti in aula. Poi la parola è passata alle proposte per manifestare solidarietà. Tra esse, quella di coinvolgere le scuole, occupare il parcheggio del Municipio con i trattori, e la richiesta insolita di “sostenere le famiglie dei pastori anche attraverso gli attesi rimborsi per gli studenti”. L’assessora Gessica Pistis, scusandosi per i ritardi, ha risposto: «Il funzionario è assente per malattia. Non possiamo sostituirlo, ma appena rientra, sarà fatto».

m.p. ©riproduzione riservata

 

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