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San Gavino Monreale: nuovi sensi unici in via Maria Carta e via Roma

Sono turbati gli automobilisti abituati a transitare in via Maria Carta a San Gavino Monreale, da quando è vietato percorrere il tratto che va dal parcheggio dell’ospedale verso via Porrino.
Il senso unico, installato in questi giorni e in programma da due anni, è stato pensato per mettere in sicurezza gli studenti dell’istituto liceale, realizzare un percorso ciclo-pedonale anche per chi si dirige verso il mercatino, i centri commerciali o la stazione ferroviaria. E a seguito degli incidenti avvenuti all’incrocio tra via Porrino e via Maria Carta.
Niente da fare. La nuova disposizione non piace agli abitanti che, in alternativa, suggeriscono “uno specchio stradale sull’incrocio pericoloso” e una Ztl (zona traffico limitato) negli orari di apertura e chiusura delle scuole o quando c’è il mercatino settimanale.
L’assessore ai lavori pubblici Stefano Musanti comprende le incertezze e i disagi iniziali causati dal cambiamento e assicura che si tratta di un progetto in via sperimentale dettato soprattutto da ragioni di sicurezza.
«Ci vorrà un po’ di tempo per adeguarsi e abituarsi. Lo capisco», dichiara Musanti, annunciando anche un altro senso unico da regolamentare in via Roma, tra l’incrocio davanti all’ospedale e la circonvallazione, con direzione consentita soltanto in entrata del paese.
L’assessore ha poi spiegato perché istituire un unico senso di marcia nel tratto di via Maria Carta: «È aumentato il flusso di studenti e il marciapiede è insufficiente a far passare tutti. Anni fa quella era una strada rurale, i ragazzi venivano dislocati in altre sedi scolastiche del centro, non c’era ancora la stazione e il traffico confluiva in due unici accessi: via Roma e via Trento. Poi, nell’arco degli anni, sono stati realizzati altri tre accessi in via Pascoli, via Donizetti e via Maria Carta. Oggi ci sono maggiori rischi e pericoli per pedoni e automobilisti. Siamo costretti a restringere la carreggiata e utilizzarne una parte per mettere in sicurezza i ragazzi, o chi percorre quel tratto, perché non devono passare in strada con le auto che vanno avanti e indietro. Finora è andata bene. Ma non dobbiamo aspettare che qualcuno si faccia male per intervenire».

Redazione ©riproduzione riservata

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