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San Gavino: “errore” nella convocazione di Consiglio. La minoranza attacca e il sindaco risponde

L’opposizione di San Gavino Monreale ha disertato la seduta consiliare dello scorso 16 novembre, abbandonando l’aula prima di iniziare l’adunanza (“cominciata con oltre mezz’ora di ritardo come al solito”).
Dopo aver manifestato dissenso per come sia stato convocato il Consiglio, la minoranza è uscita dalla sala prima che iniziasse l’appello, “anche al fine di rinunciare al gettone di presenza”. «Abbiamo ricevuto la convocazione con appena 48 ore di preavviso», hanno motivato i consiglieri Simone Angei, Lorenzo Argiolas, Nicola Garau, Maria Giuseppina Chessa e Silvia Mamusa ricordando che avrebbero dovuto ricevere avviso almeno tre giorni prima della seduta. A nulla è servita la motivazione del sindaco Carlo Tomasi che, meno di 24 ore prima, ha comunicato che, a causa di un disguido, era stata trasmessa la convocazione a carattere “straordinario”, anziché “straordinario urgente”. All’opposizione è sembrato soltanto “un tentativo maldestro di riparare a un grossolano errore”.
Duro il giudizio dei consiglieri che affermano “non vengano rispettati i termini per garantire quello che vorrebbero definire un sano e corretto confronto politico”. E ritengono l’azione “una prassi che svilisce in maniera pesante il ruolo del Consiglio comunale, ormai diventato un passacarte delle decisioni prese dalla Giunta”.
Oltre ai ritardi nel ricevere le convocazioni, il consigliere Lorenzo Argiolas fa sapere: «Capita anche che i capigruppo non vengano coinvolti per scegliere quale possa essere la data del Consiglio più consona anche a noi della minoranza».
La versione del sindaco
Si dichiara dispiaciuto e si scusa per il refuso il sindaco Carlo Tomasi che, pur comprendendo il disappunto dei consiglieri, contesta “l’ipotesi di un’infrazione delle norme del Regolamento di Funzionamento del Consiglio comunale”, tenendo conto che si tratta di “un errore materiale” e non di un’abitudine. «Ad onor del vero – precisa Tomasi – il numero di convocazioni straordinarie urgenti effettuate durante questo mandato corrisponde a 15, una media di tre all’anno: una frequenza inusuale, bassa». Il sindaco ammette che talvolta “si riscontra una certa difficoltà nell’organizzare gli appuntamenti istituzionali e capita che la minoranza sia assente nelle conferenze dei capigruppo”, ma non condivide la supposizione che la minoranza sia poco coinvolta nelle convocazioni di Consiglio. Anzi ribadisce che, oltre a inviare gli atti per via telematica, “sebbene non sia previsto da regolamento”, è consuetudine telefonare ai consiglieri, “come gesto di cortesia”, per verificarne la disponibilità. «Al contrario, auspicheremmo un coinvolgimento maggiore e una condivisione di responsabilità e doveri, pur nel rispetto dei diversi ruoli politici», continua rivolgendosi ai consiglieri e ricordando loro che uno dei punti all’ordine del giorno era proprio quello di approvare l’utilizzo di un avanzo di amministrazione di oltre tremilioni di euro. «Avevamo preannunciato l’imminenza di un Consiglio straordinario nella conferenza dei capigruppo – ha dichiarato Tomasi – e lo aveva ribadito anche l’assessore Stefano Musanti durante il precedente Consiglio comunale. A titolo personale, aggiungo di essere sempre disponibile e infatti mi auguro che, nei prossimi sei mesi, non si arrivi a rimbeccarci su tutto».

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