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“C’è un killer sulla strada”

Si è ispirata a un brano dei Doors, per intitolare il suo primo romanzo “C’è un killer sulla strada”, edito da Cenacolo di Ares.
Bonaria Michittu di San Gavino Monreale, in arte “Altea”, per la prima volta mette da parte il genere poetico e sfida se stessa scegliendo un nuovo stile letterario: “un romanzo introspettivo e intimo che racconta il disagio di una donna imperfetta e infelice ma desiderosa di rivalsa e cambiamento”.
Tra la realtà e l’immaginazione, oltre lo spazio e il tempo, la protagonista Buenosaires, nata nell’”Isola dei Nuraghi”, “sogna un luogo lontano con la speranza di veder svanire i propri problemi e le proprie angosce”, e decide d’intraprendere un viaggio in Sud America.
E se, come sostiene Joseph Conrad, “si vive come si sogna: completamente soli”, il personaggio inventato (forse non troppo) da Altea sente la necessità di isolarsi dalla realtà circostante e di sognare per poter vivere (sopravvivere) e non sentirsi davvero sola. Così, “tra il sogno e la veglia”, l’autrice del libro conduce il lettore “all’interno della mente di Buenosaires”: lo porta “per mano lungo un viaggio di non ritorno, verso la ricerca della libertà dall’oppressione, da una vita povera e priva di passione”.

m.p. ©riproduzione riservata

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