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Maltempo: cinque bombe d’acqua in pochi giorni. Urpi: “Userò anche i soldi vincolati”

Forti boati, seguiti da luminosi fulmini, hanno fatto tremare vetri e cittadini del Medio Campidano. Erano circa le 18 quando i centralini di forze dell’ordine, polizia, vigili del fuoco, protezione civile, compagnie barracellari, hanno iniziato a squillare per chiedere l’immediato intervento sulle strade esondate da fiumi d’acqua in piena. I paesi più colpiti dal violento acquazzone, abbattutosi ieri nel tardo pomeriggio: Sanluri, San Gavino Monreale, Lunamatrona, Segariu e Furtei.
Incalcolabile il bilancio dei danni. Soprattutto nella cittadina di Sanluri. “Un disastro”, hanno commentato in tanti, segnalando con video e immagini ogni tipo di disagio, tra cui la caduta di un albero sulla provinciale che conduce a Samassi. Abitazioni, scantinati, esercizi commerciali, completamente allagati. Detriti di ogni tipo lungo gli attraversamenti principali e paura, tanta paura, da parte degli abitanti delle zone colpite. Il centro abitato di Sanluri è rimasto al buio per ore, a causa della caduta di un fulmine sulla cabina elettrica. Sono accorse da Cagliari sei squadre di vigili del fuoco per supportare tutta la notte i colleghi di Sanluri.
«È la quinta volta in nove giorni che il nostro comune affronta una bomba d’acqua – ha dichiarato il sindaco Alberto Urpi – Ribadisco che occorrono interventi strutturali. Il clima è cambiato e farò di tutto per mettere in sicurezza la mia cittadinanza. Abbiamo già provveduto a spostare 300mila euro, che erano destinati alla realizzazione della piscina comunale, per effettuare lavori urgenti in via Matteotti e viale Rinascita. Ma non sono sufficienti. Abbiamo chiesto almeno 700mila euro alla Regione e una deroga al Governo nazionale per usare i 700mila euro vincolati dal patto di stabilità. Non mi interessa se non ce lo consentono o se ci dovessero sanzionare. Mi assumo tutta la responsabilità. Devo mettere in sicurezza i miei cittadini e il territorio». Dello stesso parere, il consigliere di minoranza di San Gavino Monreale Lorenzo Argiolas, che afferma: «Non è normale che il 22 agosto piova in questo modo. Il nostro territorio comunale è a rischio idrogeologico. La pioggia di ieri non è paragonabile a quella del 2013, ma non possiamo abbassare la guardia. Il clima è cambiato, andrebbero riviste alcune infrastrutture datate. E i nostri governanti dovrebbero venirci incontro e mettere noi amministrazioni comunali in condizioni di intervenire in modo adeguato».

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