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Sardara: fine settimana tra cultura, musica e giochi antichi da strada

Continua l’Estate Sardarese con la manifestazione itinerante “Contendu gioghendu e arriendu totus impari cun Sa Sorgenti”, organizzata dall’associazione “La Sorgente 2000” di Sardara in collaborazione con il Comune e la Proloco, e il patrocinio della Regione.
Sabato scorso, raccolti nel piazzale davanti al mercato civico, alcuni cittadini hanno assistito affascinati alla lettura dei testi di tre autori sardi: Antonio Gramsci, Salvatorangelo Spano e Salvatore Cambosu. Per l’occasione, tre delle quattro lettere di Gramsci, scritte dal carcere e lette in piazza, sono state tradotte in sardo da Maria Vittoria Onnis che, assieme al vivace Dante Atzori, ha anche recitato il racconto “Su maucheddu” dello scrittore villacidrese Spano.
Condotti dal presidente dell’associazione organizzatrice Raimondo Casti, i lettori partecipanti si sono alternati con le esibizioni musicali del coro “La Sorgente”, diretto dai Maestri Paola Usai di Pabillonis e Francesco Massenti (tastierista).

Il prossimo appuntamento in programma, questo weekend con due serate all’insegna dei giochi antichi artigianali da strada. L’evento “A giogai in sa ‘ia”, curato da Agostino Piano, si svolgerà sabato 28 luglio alle 21.30 in piazza Sant’Anastasia e domenica 29 alle 18 in piazza del Mercato.
Bambini, e non, potranno provare un centinaio di giocattoli tradizionali allestiti nelle piazze per conoscere le usanze della comunità sardarese, quando i bambini potevano ancora giocare all’aperto con oggetti ludici fatti a mano: cavallini di canna, fucilini di legno, trampoli, bamboline. O con gli altri bambini nei giochi “capanelli”, come bicus, gioco dell’elastico e fune.
«Il diritto del bambino al gioco è sancito dall’Onu – spiega Agostino Piano – in questi ultimi anni si è osservato, in maniera sempre più repentina, il “costringere” i bambini a giocare al chiuso.
Si gioca, ma si gioca in casa, in cortile, in palestra, a scuola, in ludoteca, ecc. Si è smesso di giocare in strada “perché è pericoloso, perché ci sono le macchine, perché è sporco, perché ci sono le malattie, perché c’è gente cattiva”. Pensiamo che il gioco in strada dei bambini sia base per una comunità moderna appacificata e rilassata. Il giocattolo visto, non come oggetto vintage di una cultura passata, ma come oggetto vivo che porti i bambini a compiere un atto “rivoluzionario”: quello di realizzare una comunità dove i bambini stessi siano parte attiva, e non reclusi in celle d’oro per giocare con giocattoli preconfezionati».
Durante l’ultimo appuntamento si sperimenterà anche il gioco intergenerazionale: giochi di squadra, o uno contro l’altro, con adulti e bambini.
Tra i giochi proposti: Birillas, Spacamundu e pincaneddu.

Redazione ©Riproduzione riservata

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