Home / Attualità / San Gavino: “stato di agitazione” dei dipendenti comunali. La Rsu: “Chiediamo un incontro politico”

San Gavino: “stato di agitazione” dei dipendenti comunali. La Rsu: “Chiediamo un incontro politico”

Sono in stato di agitazione i dipendenti comunali di San Gavino Monreale. Lo fa sapere la Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) del Comune, che da maggio scorso chiede alla Giunta un incontro politico per discutere di 13 problematiche manifestate dagli impiegati.
Le richieste sindacali
Tra esse, la necessità di: attivare il badge all’ingresso principale quando è assente l’addetto alla portineria per evitare che siano impossibilitati ad entrare; modificare il programma di rilevazione delle presenze in modo da non dover recuperare piccoli ritardi di uno o pochi minuti; istituire le progressioni orizzontali per dare l’opportunità ai dipendenti di progredire economicamente in modo duraturo; e coinvolgere tutti nella crescita professionale, non solo alcuni.
«Una soluzione – suggerisce la Rsu – potrebbe essere un’alternanza di ruoli. E destinare maggiori risorse per la formazione di tutte le qualifiche professionali».
Secondo la Rappresentanza c’è da ridiscutere anche la ripartizione dei fondi della produttività. «A fine anno – spiega Francesco Marras – viene dato un riconoscimento di produttività a ogni dipendente di circa 400/500 euro. I sette responsabili di settore invece, con l’ultimo contratto, possono prendere fino a un massimo di 16mila euro l’anno».
Un altro punto critico della piattaforma, presentata alla Giunta, è dedicato ai ritardi nella consegna dei buoni pasto, il cui valore di 5,17 euro netti non è mai aumentato da quando è stato istituito. «Da otto mesi – fa sapere Marras – circa 40 dipendenti non ricevono i buoni pasto spettanti per il rientro pomeridiano. Esclusi i sei agenti di polizia municipale, che si alternano nei turni di mezza giornata, gli altri impiegati e operai, due pomeriggi alla settimana, rientrano a lavoro dopo una pausa di circa un’ora. Con cinque euro non vai in ristorante. Fai un pranzo veloce. Ti bastano, a malapena, per un panino, una bibita e forse un caffè. Infatti alcuni si portano direttamente il pranzo da casa».
Il sindaco: “I diritti vanno garantiti a tutti”
Dall’amministrazione comunale, seppur non vi sia una data prefissata, affermano di essere disponibili al confronto. Tuttavia, secondo il sindaco Carlo Tomasi, la questione potrebbe generare situazioni spiacevoli. «Potrebbe rivelarsi un boomerang – dichiara il primo cittadino –. Di certo, da sindaco, ho il dovere di ascoltarli. E di ascoltare anche quei lavoratori precari che spesso, ritenendo i diritti del pubblico come pretese ingiuste nei confronti di chi non li ha, pensano: “ma come? A noi chiedono di fare sacrifici e a loro non basta mai?”. I diritti vanno garantiti, senza se e senza ma. E vanno garantiti a tutti i lavoratori, pubblici e privati. Altrimenti chi non ne usufruisce, potrebbe percepirli come privilegi. Sono quindi disponibile a incontrarmi con i dipendenti comunali. Ci mancherebbe. Ma la politica locale, ricordo, può fare ben poco: anni fa loro stessi ci hanno esautorato da qualsiasi potere in merito».

Redazione ©Riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi