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Cagliari: convegno sul post-trapianto e farmaci generici

Ieri, 25 marzo 2018, si è svolto a Cagliari un convegno sul post-trapianto organizzato dalla Prometeo Aitf Onlus e cominciato con la presentazione di Emma Bandinu, che oggi ha 11 anni e che a soli 8 mesi ha affrontato un trapianto di fegato a Bruxelles (in Sardegna non si eseguono, infatti, trapianti pediatrici). Il trapianto è stato reso possibile dal padre, che le ha donato una parte del suo fegato. Parlando a nome di Emma e di tutta la famiglia, sua madre, Marilena Scano, ha affermato che «il trapianto non è un semplice intervento: è un percorso lungo. Bisogna superare le varie fasi, poi si arriva di nuovo a stare bene e a fare una vita normale».

Nel suo intervento introduttivo, il presidente della Prometeo Giuseppe Argiolas ha fatto un’analisi dell’ultimo anno di attività dell’associazione e ha ricordato che dal 17 al 24 giugno si svolgeranno a Cagliari i Campionati europei per trapiantati e dializzati, che saranno una bella occasione per promuovere la donazione: lo sport praticato dai trapiantati è, infatti, un’efficacissima dimostrazione che dopo questo intervento si può riprendere a condurre una vita normale. Dopo di lui ha preso la parola il dott. Fausto Zamboni, direttore della Chirurgia generale e del Centro trapianti di fegato e pancreas dell’ospedale “G. Brotzu” di Cagliari, il quale ha rimarcato la presenza in questo ospedale di personale altamente qualificato e di una dirigenza molto disponibile cui fa, però, purtroppo da contraltare un’Amministrazione regionale che – qualunque sia lo schieramento che, di volta in volta, la governa – «non ha programmi di lungo periodo». Un’assenza di prospettiva che, tra le altre cose, blocca innovazioni fondamentali per

miglioramento dell’assistenza sanitaria offerta dal “Brotzu” come, ad esempio, una rianimazione dedicata ai pazienti pediatrici e una ai trapiantati.

A far entrare nel vivo il convegno è stato il dott. Stefano Dedola, chirurgo che ha lavorato presso il Centro trapianti di fegato e pancreas di Cagliari. Nel suo intervento ha parlato dei fattori che influiscono sulla nostra salute, in particolare di quelli sui quali possiamo avere un controllo, come l’alimentazione, l’attività fisica e le relazioni sociali. Da lui è arrivato l’invito a «cercare di mantenere un corretto stile di vita per affrontare la vita con stile». Sia il dott. Dedola che la dott.ssa Laura Mameli (gastroenterologa del Centro trapianti di fegato e pancreas) hanno rimarcato l’importanza di fare esercizio fisico, in quanto questo consente di intervenire sui fattori di rischio: sovrappeso e obesità, elevata glicemia, ipertensione, ipercolesterolemia… Fondamentale per contrastare questi fattori è anche l’alimentazione, sulla quale hanno fornito indicazioni utili la dott.ssa Mameli e due nefrologi del Coordinamento del trapianto renale del “Brotzu”: il dott. Davide Argiolas e il dott. Giacomo Mascia. I medici hanno spiegato che, come per l’esercizio fisico, anche l’alimentazione deve essere personalizzata in base al proprio stato di salute e agli eventuali farmaci assunti. Vi sono, tuttavia, alcune raccomandazioni valide per tutti o per particolari categorie di persone, quali l’assunzione moderata di alcool (da evitare del tutto, però, per i trapiantati di fegato) e l’uso controllato del sale (compreso quello contenuto negli alimenti confezionati). Rispondendo poi a specifici quesiti dei trapiantati, i medici hanno chiarito che i cibi che possono contenere fattori di contaminazione, quali funghi, frutti di mare, lumache e crostacei, possono essere consumati purché siano freschi, sicuri, ben puliti e cotti.

Nella seconda parte del convegno è stato, invece, affrontato il tema dei farmaci equivalenti (cosiddetti generici), con particolare attenzione per quelli utilizzabili per i trapiantati. La dott.ssa Mameli ha chiarito che è possibile passare in sicurezza da un farmaco originale a quello generico, ma che il paziente, nel primo periodo, deve sottoporsi a frequenti esami del sangue e che l’ideale è poi continuare ad assumere il farmaco generico. Sia lei che il dott. Aldo Giacardi (medico che ha prestato servizio presso il Centro trapianti di fegato delle “Molinette” di Torino e che è oggi Vicepresidente nazionale dell’Aitf) hanno chiarito che ciò che differenzia un farmaco originale da uno equivalente non è il principio attivo – presente nella stessa quantità e molecola – ma sono gli eccipienti, che determinano forma, consistenza, gusto e assorbimento del farmaco. Tuttavia, ha spiegato Giacardi, si parla di equivalenza in quanto i farmaci cosiddetti generici garantiscono la stessa sicurezza (sono, infatti, testati con rigidi protocolli) ed efficacia, a parità di dosaggio, degli originali.

I lavori sono stati chiusi dal presidente nazionale dell’Aitf Marco Borgogno, che ha segnalato la nascita di due nuove delegazioni regionali (Abruzzo e Sicilia) e ricordato le “battaglie” in corso, con particolare riferimento alla richiesta di uniformare a quella standard la procedura di rinnovo della patente per i trapiantati.

Nel pomeriggio si è svolta, invece, l’assemblea dei soci della Prometeo Aitf Onlus per la discussione e approvazione del bilancio consuntivo 2017. Nella sua relazione introduttiva, il presidente Giuseppe Argiolas ha rimarcato, in particolare, il fatto che oltre il 60% delle uscite è composto da spese sostenute per lo svolgimento delle attività statutarie: promozione della donazione e assistenza ai trapiantati. Dopo gli interventi tecnici del commercialista Danilo Pitzalis e della presidentessa dei sindaci revisori Anna Maria Palmas, il bilancio è stato votato e approvato all’unanimità.

Marcella Onnis

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