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San Gavino Monreale, scrutatori elettorali: no al sorteggio pubblico

Non è stata accolta la proposta, avanzata dalla minoranza di San Gavino Monreale, per procedere con un sorteggio pubblico degli scrutatori.
I consiglieri comunali Lorenzo Argiolas, Simone Angei, Nicola Garau, Silvia Mamusa e Giuseppina Angela Chessa hanno chiesto alla maggioranza di non “nominare” gli scrutatori, a partire dalle prossime elezioni, per evitare “dicerie” in paese quando vengono scelti “parenti o amici di amministratori”. «È una questione di buon senso», ha motivato il primo firmatario Argiolas che, assieme ai colleghi, ha presentato una bozza di testo per regolamentare la procedura.
La maggioranza però non ha ritenuto la proposta conforme a quanto prevede la normativa. «Nessun regolamento comunale – ha risposto il sindaco Carlo Tomasi – può disattendere le norme attualmente vigenti introdotte dal Parlamento italiano. Il concetto di rappresentanza popolare rispetta la scelta degli elettori, i quali esprimono le proprie preferenze e delegano agli amministratori comunali il potere di nominare gli scrutatori».
La discussione, ripresa sui social da Argiolas e dal primo cittadino, ha sollecitato la partecipazione di alcuni sangavinesi a cui è stato chiesto di esprimere un’opinione in merito.
Alcuni ritengono possa andare bene “così come è”: attraverso una selezione stabilita dai consiglieri comunali, appartenenti alla Commissione elettorale, e non su cosa decide la sorte.
Altri si sono manifestati a favore del sorteggio pubblico, “onde evitare favoritismi”. E altri ancora si sono mostrati indifferenti, perché “intanto, nominati o sorteggiati, non cambia nulla”.
Una terza ipotesi è stata presa in considerazione da un cittadino intervistato. Quella della “graduatoria” da rinnovare periodicamente e consentire così alla Commissione di scegliere in base al “bisogno effettivo della persona”.
«Spesso – ha spiegato l’intervistato – si nominano persone che stanno lavorando, o che hanno familiari stipendiati. Con la graduatoria sempre aggiornata, invece, se uno che si era iscritto nell’elenco, trova nel frattempo un lavoro, non viene preclusa la possibilità, ad esempio a un disoccupato, di potersi fare due soldi».

Redazione | ©Riproduzione riservata

One comment

  1. più che favorevole al sorteggio, escludendo chi ha già svolto la mansione in precedenza,
    abbia un posto di lavoro, pensionato o che abbia un qualsiasi reddito.
    con la situazione di povertà è da considerare se pur pocchi i soldi
    è giusto che vadano a chi non ne ha niente.
    SE NON MANCA LA BUONA VOLONTÀ, TUTTO SI PUÒ CAMBIARE ED ATTUARE

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