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Sardara: tassa di soggiorno per garantire servizi turistici e decoro urbano (le tariffe)

Il Consiglio comunale di Sardara ha approvato all’unanimità l’introduzione dell’imposta di soggiorno rivolta ai turisti che soggiornano nelle strutture ricettive del paese termale: hotel, agriturismi, bed & breakfast, alberghi diffusi e simili.
Le somme riscosse dagli albergatori saranno poi destinate, come previsto per legge, a migliorare i servizi turistici e il decoro urbano.
«Si tratta – ha dichiarato il sindaco Roberto Montisci – di circa 37mila pernottamenti all’anno. Abbiamo pensato fosse giusto introdurre questa imposta, considerata la notevole presenza turistica nel nostro territorio».
La tariffa giornaliera verrà applicata in base alle caratteristiche della struttura: 50 centesimi negli hotel con una stella, 80 centesimi in quelli con due stelle, un euro in quelli a tre stelle, 1,50 in quelli a quattro stelle e due euro in quelli con cinque stelle.
Sono esenti dal pagamento: chi soggiorna per ragioni di lavoro, o per motivi sanitari, gli studenti di ogni ordine e grado, gli accompagnatori, il personale dipendente della struttura ricettiva, gli autisti di pullman, e i malati minori di 18 anni e i loro genitori o accompagnatori.
L’idea d’istituire la tassa di soggiorno era stata già condivisa dalla maggior parte della comunità sardarese, anche quando nella precedente legislatura i banchi della minoranza la proposero in Consiglio.
In quella circostanza, si erano espressi numerosi cittadini in modo favorevole, ritenendo fosse “giusto far pagare ai vacanzieri i costi per il settore turistico, anziché pesare sempre sulle casse dei contribuenti”.
«Con questa imposta – è intervenuto il capogruppo di opposizione Roberto Caddeo – vengono garantiti e offerti servizi al turismo in modo particolare a Sardara, che vanta riconoscimenti come Bandiera Arancione, che non devono rimanere solo sulla carta. In un Comune come il nostro, con carenze finanziarie, questo è uno strumento che non grava sui residenti. E valorizza il paese. Faccio un appello agli imprenditori locali, affinché non la vedano come un modo per il Comune di fare cassa, ma come qualcosa di positivo per le proprie attività».

Redazione | ©Riproduzione riservata

 

fonte foto copertina: qui e qui

 

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