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Una piccola riflessione

Sabato scorso ho assistito, con molta malinconia, alla sfilata di carnevale. Ai decibel inutili e disturbanti (tremavano gli infissi e i pavimenti) e alla dionisiaca confusione di giovani virgulti aggrappati alle bottiglie (di plastica, per carità! Il vetro è pericoloso) dal contenuto sospettabilissimo. Infatti non è da oggi che la sfilata di carnevale si è trasformata in un’orgia di sballo e trasgressioni fine a se stesse, lasciando poco spazio al “divertimento”. L’antica festa del carnevale, con i suoi contenuti di rinnovamento simbolico e rovesciamento dell’ordine costituito che precedeva l’inizio della Quaresima, è diventato un triste e rumoroso caos in cui tutti sfilano disordinatamente senza che nei loro volti e nelle loro maschere si noti un barlume di gioia o di allegria.
Ma le tradizioni non si toccano, “show must go on”: in queste occasioni ci si limita a proibire la vendita di alcoolici nei locali pubblici, sapendo benissimo che gli alcoolici, in sostanziosa provvista, si portano da casa. Poi c’è chi ha parlato di ragazzi che espletavano le incontenibili minzioni (si sa, l’alcool e il freddo stimolano la diuresi) sui muri e portoni privati, di chi faceva sesso nelle piazze…ma io non sono testimone diretta.
E così, a sfilata non completamente conclusa, ai decibel della musica dei carri, si è aggiunta la sinfonia delle ambulanze. I “giovani virgulti” sono finiti in ospedale per intossicazione da alcool. C’è chi dice siano stati 10; chi, minimizzando, dice “solo 5”. In realtà i numeri dovrebbero contare poco, dato che a noi, per esempio, potrebbe bastare solo uno a creare inquietudine: uno appena adolescente che intenda necessario lo sballo per divertirsi. Basta e avanza, perché so, e dovrebbero saperlo anche gli amministratori, che si guardano intorno e leggono i giornali, che tra i nostri adolescenti non è cominciata solo sabato sera la tendenza al divertimento con sballo alcoolico.
Ora, con altrettanta malinconia, leggo sui social i complimenti con l’Amministrazione per la tempestiva pulizia dopo la sfilata, i complimenti per l’organizzazione (un paese chiuso per una sera intera?), ma nessuna riflessione su quanto è successo.
Mi chiedo se abbia ancora senso continuare questa tradizione. A chi giova?

di Paola Congia | ©Riproduzione riservata

 

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