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Serramanna: un rifugio per randagi che va avanti nonostante le difficoltà

Ci sono realtà che funzionano: il “Randagino” di Serramanna è una di queste.
Un’associazione di volontariato che da anni si prende cura di cani e gatti randagi della zona del paese.
Nata nel 2003, l’attività non si è mai arrestata. È diventata un’associazione no profit regolarmente iscritta all’albo regionale delle Onlus.
Ogni giorno, in un terreno limitrofo al centro abitato, i volontari si prendono cura di una 70ina di cani, nutrendoli, accudendoli, anche quando si ammalano. Il Randagino ha creato una vera e propria casa, che li protegge dalla strada, sulla quale vengono feriti e abbandonati. Tra le attività svolte dall’associazione, anche quella di incoraggiare e monitorare le adozioni in famiglie che possano altrettanto proteggerli. Tutto questo non solo a beneficio degli animali, ma anche dei cittadini della comunità serramannese.
Da sempre presenti ad eventi cinofili, attivi nella sensibilizzazione alla problematica dell’abbandono e del maltrattamento dei cani, si autofinanziano con il contributo volontario di chi ha a cuore questa importante attività sociale.
Investono in gadget, quali calendari, tazze e magliette a tema, che vengono proposti agli amanti degli animali e ai tanti simpatizzanti che li seguono e aiutano con donazioni e oggetti, quali cucce e crocchette. Un’importante attività, con cui i simpatizzanti del Randagino aiutano i volontari, è anche attraverso la raccolta dei tappi di plastica delle comuni bottiglie per l’acqua, detersivi, shampoo e quant’altro. Poi impiegano i contributi ricevuti per il mantenimento, il cibo e le cure veterinarie degli amici a quattro zampe.

Il Comune contribuisce?
«Dal Comune, riceviamo 500 euro all’anno – ha risposto la presidente Rosanna Spano – e anche molto in ritardo. Dei contributi comunali, questo è quello più basso. Noi svolgiamo un volontariato che è lavoro, anche a beneficio delle casse comunali. Se infatti dovessero raccogliere i randagi e portarli al canile, spenderebbero molto di più. L’ex ministro Brambilla, quando diede un po’ di soldi alle associazioni, ci ha dato 2.500 euro e nel 2009 la Regione ci diede 21.300 euro, nell’ambito di un progetto triennale di lotta al randagismo. Da allora, non abbiamo ricevuto altro, tranne la sopracitata somma da parte del Comune. E paghiamo tutto noi, compresa l’assicurazione che prima veniva pagata da contributi regionali».
La presidente Spano spera che l’amministrazione comunale possa essere più predisposta a sostenere le attività “onerose e costose” svolte dai volontari. «Vorremmo un impegno diverso da parte del Comune – ha detto Rosanna Spano – anche perché tutto ciò che facciamo è amore. Lo facciamo con, e per, amore».
Abbiamo chiesto all’amministrazione comuanle se intende incrementare il contributo erogato ogni anno per la gestione del rifugio animali. Non siamo riusciti a metterci in contatto con il sindaco Sergio Murgia. Ma l’assessore Guido Carcangiu, che si occupa di associazionismo culturale e giovanile, ha fatto sapere che la volontà dell’amministrazione è quella di fornire sempre maggiore supporto a tutte le realtà associazionistiche del territorio. «Purtroppo – ha aggiunto Carcangiu – c’è da fare i conti anche con la realtà economica e finanziaria del nostro bilancio».

Le iniziative svolte dall’Associazione sono pubbliche anche sulla loro pagina facebook.

Gemma Bovati

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