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Cagliari, Mulinu Becciu: si mobilitano i cittadini con una petizione per non far chiudere il centro sociale Area3

Il prossimo 31 dicembre rischia di chiudere a Cagliari il centro Area 3 di Mulinu Becciu, lo spazio sociale tra i palazzi di via Carpaccio. Un luogo di incontro per gli abitanti del quartiere popolare cagliaritano, che fra poco più di un mese potrebbe diventare “un nuovo luogo non luogo”.
“Un esempio di funzionalità si spegne, si chiude, si svuota. E perché, poi? Burocrazia selvaggia? Mancanza di fondi? Chi conosce qual è la verità vera, alzi la mano. Chi può fare qualcosa, lo faccia”.
Gli abitanti di Mulinu Becciu, e chi per diversi motivi conosce il centro, si sono mobilitati per la sua tenuta in funzione, con una petizione online indirizzata al sindaco Massimo Zedda.
Straordinaria la risposta degli utenti, degli affezionati e di chi il centro lo conosce da anni. Lo vive o lo ha vissuto.
Nato come asilo alla fine degli anni 80, venne poi abbandonato per anni. Divenne quindi meta degli emarginati per troppo tempo. Poi la rifioritura.
E’ stato rimesso in sesto, ordinato, pulito ed è diventato un punto di riferimento, per il quartiere di Mulinu Becciu, ma non solo. Un luogo in cui trascorrere il tempo facendo yoga o partecipando a corsi di ballo sardo o latino americano. Un luogo di incontro tra persone diverse e dove la diversità hanno creato davvero un valore aggiunto.
Il giovedì, letture e dibattiti e scambi di pensieri, opinione e idee tra il gruppo degli amatori della lettura. Durante il corso dell’anno, è stato meta per convegni, universitari, spettacoli di arte terapia e rassegne cinematografiche organizzate con contributi esigui. Poi è stato centro di attività per i bimbi, colorate, alternative che andavano ad aiutare le famiglie che non possono sostenere spese come ad esempio quelle di baby sitting.
Centro polivalente di utilità sociale, gestito da 12 anni dall’associazione Arcoes. Un ambiente per tutti, dove chi sei, da dove vieni e cosa fai, poco importa. Dove è facile creare una famiglia. Accoglienza e gentilezza sono sempre state di casa, al centro Area3, dove per i responsabili del progetto quello che conta è il benessere delle persone.
Dal 1 gennaio 2018 il centro potrebbe diventare “un nuovo luogo non luogo. Un posto non posto. E una scelta non scelta”.
Si apprende che dal Comune, l’assessore ai servizi sociali Ferdinando Secchi abbia già preso provvedimenti affinché il centro di aggregazione sociale non chiuda.

Gemma Bovati

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