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Incontro pubblico: “risorge” la chiesa di Sant’Antiogu Becciu grazie ai cittadini di Sanluri e Villanovaforru

Sabato 18 novembre alle 15, nell’area della chiesetta di Sant’Antiogu Becciu tra Sanluri e Villanovaforru, il comitato spontaneo, costituitosi per recuperare il monumento archeologico, illustrerà ai visitatori i lavori di restauro e la storia su come è stato realizzato l’edificio ecclesiastico e poi abbandonato all’incuria.
I lavori, iniziati circa due anni fa, sono stati fortemente voluti dai cittadini dei due paesi confinanti, dalle due Proloco locali, dalle amministrazioni comunali e dai portavoce del Comitato, Angelo Bandinu e Angela Schirru, vedova dell’ex sindaco di Villanovaforru Giovanni Pusceddu, che si era battuto per tutelare l’area dall’assalto speculativo finalizzato alla realizzazione del parco eolico circostante.
In comune accordo, hanno preso l’impegno di far risorgere a vita nuova la chiesa, ripristinarne il culto e trasformare la superficie di circa 3.000 metri quadri in un parco comunale in cui ritrovarsi per condividere iniziative culturali e momenti di socializzazione.
A titolo gratuito e volontario, i membri del comitato hanno messo in campo le proprie professionalità e capacità, seguiti dalla Soprintendenza per i beni culturali e da una ditta specializzata in opere storiche.
Alcuni muratori in pensione hanno prestato la propria manodopera, un agronomo ha predisposto un progetto di piantumazione consentendo il rimboschimento della zona con oltre cento piante e arbusti di vegetazione tipica. Vari artisti e artigiani hanno realizzato l’acquasantiera, il campanile, la chiave di volta fregiata del portale. Poi, attraverso iniziative quali lotteria, concerti, feste, cene e donazioni private e aziendali, è stata ricostruita la struttura della chiesa, la sacrestia, la copertura e i portali. È stato montato il grande portale, restaurato di recente con un contributo del Comune di Villanovaforru. E, con la pulizia dei detriti, gli operai hanno riportato alla luce quasi tutto il pavimento, realizzato in mattoni di cotto e lastricato di pietrame.
Le due comunità ora auspicano di terminare i lavori entro la primavera dell’anno prossimo, e di poter festeggiare in campagna come avveniva fino a oltre un secolo fa.

r.isp

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