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Intervista al sindaco di Pabillonis Riccardo Sanna

Intervista al sindaco di Pabillonis Riccardo Sanna

Alcuni suoi concittadini pensano che Lei abbia agito tardi e in modo blando, e che si sia lasciato incantare dalle parole dei politicanti, per risolvere la questione del ponte sul Riu Malu. Ha, come sostengono taluni, peccato di ingenuità, o ha fatto il meglio che ha potuto? Col senno di poi, rifarebbe tutto uguale?  La problematica del ponte sul Riu Malu rappresenta una delle più grandi criticità che non riguarda solo Pabillonis, bensì un vasto territorio che ne ha subito i danni. Una problematica accaduta in un momento storico particolarmente sfavorevole e complicato, considerata una Provincia in fase di cessazione (inesistente) con commissari straordinari in fase di sostituzione. Personalmente mi sono attivato con estrema preoccupazione prima ancora che il ponte venisse chiuso materialmente, appena il commissario straordinario diramò l’ordinanza. Ho rappresentato alla Regione Sardegna e alla Prefettura le gravi problematiche che tale azione avrebbe generato, invitando tali organi alla ricerca immediata di una soluzione e, proponendo io stesso delle possibili soluzioni, tra le quali l’ipotesi che la Regione trasferisse le somme necessarie agli interventi di messa in sicurezza direttamente all’unione dei Comuni Terre del Campidano di cui Pabillonis fa parte, per fare in modo che l’unione stessa potesse eseguire gli interventi necessari in sostituzione della Provincia, essendo l’unione non assoggettata alle regole finanziarie del patto di stabilità. La Regione purtroppo ha sempre taciuto, nel frattempo la Provincia comunicava che era pronta ad intervenire con le prove di carico non appena avesse approvato il bilancio di previsione. La situazione si è sbloccata solo dopo il subentro del nuovo commissario Giorgio Sanna con la nuova Provincia del Sud Sardegna, anche se molto a rilento, ma almeno allo stato attuale si stanno eseguendo i primi interventi concreti. Si è fatto assolutamente tutto ciò che si doveva e si poteva fare. Rifarei tutto uguale, anche perché non esistono strumenti che permetterebbero di fare più di quanto si è fatto. Il Sindaco non è onnipotente, e non ha potere su procedure ed opere che non sono di proprietà Comunale, come in questo caso la Provincia. Quindi niente si può fare se non azioni di sollecito e pressioni nei confronti dei titolari dell’opera. Ancor di meno un Sindaco potrebbe incitare i cittadini alla commissione di gesti di protesta eclatanti, se questi non vengono spontaneamente dal cittadino stesso, (esempio la rimozione delle barriere oppure il blocco di una strada) in quanto si esporrebbe lo stesso cittadino al compimento di illeciti talvolta anche di rilevanza penale. Qualcuno ha parlato di azioni legali da avanzare nei confronti della Provincia, senza però pensare che le azioni legali comportano spese ingenti a carico della comunità, con elevato rischio di non avere la meglio e allungando le tempistiche di intervento.

Di fatto, il ponte è ancora chiuso e le “perdite” per il paese continuano. Cosa dice a riguardo?  In attesa che si concludano le prove di collaudo del ponte, dalle quali si determinerà la tipologia di intervento da eseguire, auspico che, dopo le analisi, il ponte possa restare aperto almeno con un senso unico alternato di marcia, per limitare al massimo i gravi disagi. L’Amministrazione pretenderà che gli interventi di messa in sicurezza o di rifacimento dell’opera, siano eseguiti con la più estrema urgenza, senza perdita di ulteriore tempo.

Cercherà di far riaprire la stazione ferroviaria? Pensa sia possibile, o è una battaglia persa?
La volontà politica della Regione Sardegna ha voluto che tante stazioni ferroviarie, in tanti piccoli Comuni venissero soppresse, motivando la propria decisione per scarso bacino di utenza. Non
possiamo certo negare la scarsità di utenza che fruiva della stazione di Pabillonis, poiché tanti utenti, forse per gli orari di fermata più agevoli, preferivano prendere il treno dalla stazione di San Gavino Monreale. Personalmente penso che, malgrado l’utenza ridotta, la Regione dovrebbe valutare la riapertura della stazione almeno per garantire le fermate delle tratte principali (Cagliari e Oristano). Sicuramente sarà una delle prime richieste che faremo all’Assessorato dei trasporti non appena il ponte sulla s.p. 69, che appunto conduce alla stazione, sarà riaperto.

Dopo essere riuscito ad aprire la Casa anziani, chiusa da anni, quali altre risorse concrete di lavoro ha in mente per Pabillonis?
Il completamento funzionale e l’apertura della Casa Anziani rappresenta uno dei punti principali del programma amministrativo. Siamo molto fieri di ciò che in poco tempo siamo riusciti ad avviare, anche perché la struttura sarà la più grande della zona, capace di accogliere fino a 35 posti letto e potrà rappresentare una valida opportunità di lavoro per diversi Pabillonesi. Pabillonis ha tante potenzialità che nessuno è mai riuscito a valorizzare. Per sfruttarle appieno è necessario l’apporto di tutti i cittadini. Ritengo che il paese, nel suo percorso di crescita debba caratterizzarsi per le sue peculiarità storiche e tradizionali (la lavorazione delle ceramiche in terra cotta, l’arte pirotecnica…) e per le risorse naturalistiche e archeologiche che potrebbero rappresentare fonti di attrazione turistica, affermando le stesse affinché da esse possano svilupparsi ulteriori risorse lavorative.

Quale direzione economica dovrebbe prendere Pabillonis? Su quale tipo di settore e sviluppo si dovrebbe puntare?
Come affermato nella precedente domanda, sono convinto che, oltre il settore agro-pastorale, già affermato sul quale si basa fondamentalmente l’economia Pabillonese, esistono tutti i presupposti affinché si sviluppi quello turistico e dell’artigianato tipico, in particolare delle terre cotte.

Lei lavora quasi ogni giorno, dal mattino fino a mezzanotte inoltrata. A differenza di molti suoi colleghi che vedono il ruolo di sindaco come un “lavoro”, lo fa perché ci sono scartoffie da sbrigare, o perché crede che Pabillonis si possa risollevare dalla crisi ed essere un paese in crescita e non di emigrazione?
Lavoro senza guardare l’orologio, in particolare quando sussistono problematiche importanti che attendono una soluzione. Il lavoro di un amministratore si alterna tra fasi operative e fasi di ascolto del cittadino. Il tempo trascorso in comune durante l’apertura degli uffici è impegnato per il 95% alla fase di ascolto, confronto diretto e ricevimento del cittadino, che non permette di lavorare operativamente per la risoluzione dei problemi, se non di prenderne nota; pertanto si è anche costretti a lavorare operativamente ben oltre gli orari d’ufficio, sacrificando completamente la propria vita privata. Lo faccio sia per le scartoffie da sbrigare, sia perché credo nel mio Paese e sono convinto che esistano tutti i presupposti affinché un passo alla volta si possa risollevare dalla crisi.

Che ne pensa dei suoi colleghi che, attraverso facebook, fomentano odio nei confronti dei giornalisti critici, o dei componenti della minoranza?
Indubbiamente reprimo e condanno un simili atteggiamenti da parte di chiunque, ancor di più se si tratta di Amministratori o di Sindaci. Fomentare odio nei confronti degli altri non porta a niente. Le critiche, se sane e costruttive, sono utili e necessarie! Il ruolo di un giornalista è secondo me un collante fondamentale tra amministratori e cittadini, che deve contribuire alla diffusione dell’informazione e all’analisi di determinate problematiche che può anche contenere critiche, purché queste siano appunto costruttive e non mirate ad “affossare” il soggetto per antipatie, appartenenze politiche o altre questioni personali.

Che rapporto ha con l’opposizione? Pensa che dovrebbe essere più “presente” al fine di fungere meglio da “organo di controllo”?
Il termine opposizione non mi piace. Penso che la minoranza dovrebbe avere una funzione coadiuvante per l’intera amministrazione, poiché gli obiettivi di crescita e di sviluppo per il paese sono di fatto comuni a tutti. Non tollero gli atteggiamenti delle minoranze che fanno opposizione solo per infangare politicamente una maggioranza, mettendo in secondo piano il bene del Paese e della Comunità. Ma non penso che questo sia il nostro caso, il rapporto con la minoranza è abbastanza sereno e si resta comunque aperti all’ascolto di eventuali proposte ed osservazioni, le quali vengono valutate dalla maggioranza con obiettività e molto spesso accolte positivamente.

Lei è uno dei sindaci più giovani d’Italia. Ha sottovalutato il peso del comando? Umanamente si sente sacrificato, o privilegiato? Come vive personalmente questa esperienza? Cosa è cambiato?
L’entità del ruolo di un Sindaco non può essere sottovalutata. Il peso è immenso, ancor di più se si amministra una piccola/media comunità; tante responsabilità, estremo sacrificio e assolutamente nessun privilegio. Si tratta di un’esperienza che per me rappresenta una formazione enorme su tutti i livelli. Cerco di viverla serenamente, spinto dalla volontà e dal desiderio di migliorare ogni giorno il mio Paese, insieme alla squadra di tutti gli amministratori della quale sono fiero perché rappresentata da persone serie e in gamba che non si sono smentite.

Un breve parere sulla politica provinciale passata e presente.
• Politica provinciale passata. Se penso alle problematiche che stiamo vivendo in questo momento, il mio parere non può essere positivo. Senza andare lontani, pensiamo alla problematica del ponte interrotto sulla s.p. 69 oppure alla situazione precaria dell’intera rete viabilistica provinciale oggi in crisi per la mancata manutenzione ordinaria negli anni. Penso che nel corso delle gestioni politiche passate non sia stata data la giusta priorità a ciò di cui il territorio aveva bisogno, a partire dalle cose più semplici e ordinarie, come gli interventi di manutenzione delle strade che oggi si presentano come le peggiori in assoluto rispetto a tutte le altre province.

• Amministrazione provinciale attuale. Ovviamente una gestione commissariale è molto diversa da una gestione amministrata da rappresentanti del territorio. Il commissario ha un margine d’azione molto ridotto, limitato all’ordinario, rispetto al potere che può avere invece un amministratore. Tuttavia, pare che vi sia la volontà da parte dell’attuale commissario di impegnarsi per risolvere determinate problematiche. Mi rendo conto che non è per nulla semplice vista la situazione critica ereditata.

Un breve parere sulla politica regionale.
Sono molto deluso dalla politica regionale. Da ciò che ho potuto vedere fino a oggi, ritengo che dalla Regione non si viva la realtà delle amministrazioni locali e non se ne conosca con esattezza le problematiche e i disagi.

Che ne pensa delle forze politiche sardiste? Demagogia, utopia, o fattibilità?
Premesso che non sono schierato con alcuna fazione politica, nello specifico penso che esistano troppe divisioni nel campo delle forze politiche sardiste e ritengo che nulla possa diventare realmente attuabile in assenza di una coesione fra le stesse, che per la maggior parte hanno i medesimi obiettivi.

Tre cose che intende portare a termine prima della scadenza del suo mandato.
Attualmente, dopo aver già sviluppato parte del programma amministrativo, ci stiamo dedicando ad azioni che possano restituire al paese decoro e pulizia. Vogliamo che il paese sia pulito e ordinato. Sono in corso gli appalti per la gestione del verde pubblico urbano, per il rifacimento di strade e segnaletica stradale e per l’avvio di nuovi cantieri comunali. Nel programma amministrativo non erano presenti grandi cose, se non il completamento e la valorizzazione delle opere già esistenti. Abbiamo realizzato opere di completamento sugli impianti sportivi comunali beneficiando di finanziamenti specifici, è in corso la riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica attraverso l’installazione di nuovi pali e punti luce a led, abbiamo completato e quasi assegnato i nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, proseguirà come detto in precedenza la sistemazione di strade e segnaletica stradale, il completamento e l’apertura del Centro Anziani, la valorizzazione dei siti nuragici di Pabillonis. Non abbiamo grandi pretese; il mio desiderio è che entro la scadenza del mandato il nostro Paese diventi un “gioiellino”, pulito, ordinato, decoroso, accogliente, e per questo è necessario anche l’apporto della cittadinanza. Dobbiamo crederci e andare avanti fino in fondo.

Un suo pregio e un suo difetto.
Un pregio che riconosco a me stesso è quello di avere tanta calma, autocontrollo e pazienza. Un difetto, forse quello di esagerare con la pazienza in determinate situazioni.

Commento libero.
La Politica è per definizione “l’Arte del buon Governo” a favore del popolo. Questa dovrebbe rappresentare il gesto più estremo di dedizione verso il prossimo. Un impegno volontario allo scopo di migliorare la società e la vita delle persone. Purtroppo oggi assistiamo ad uno scenario, su vari fronti, nel quale tale definizione viene completamente stravolta e disattesa, in particolar modo ai livelli del governo Nazionale. Dispiace vedere che tale stravolgimento, talvolta, crea una sfiducia che si riversa anche nelle realtà locali, laddove gli amministratori lavorano gratuitamente, con opere di volontariato, con estrema dedizione, senza alcun vantaggio personale, con il solo e unico obiettivo di migliorare la vita della comunità e valorizzare il proprio Paese.

Saimen Piroddi

© Riproduzione Riservata

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