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Murtas, Lampis, Caoncas

 Arbus - L'adesione del Consiglio comunale al progetto Maristanis

Arbus ha formalmente aderito, dopo la discussione in Consiglio comunale di giovedì scorso, al contratto delle zone umide marino–costiere dell’oristanese, siglato a Oristano venerdì 5 febbraio.

Il progetto, chiamato Maristanis, nasce con lo scopo di ripristinare e proteggere le zone umide del golfo di Oristano. Anche lo stagno di Marceddì fa parte dei siti riconosciuti dalla Convenzione Ramsar (accordo che dal 1971 indirizza la conservazione e la gestione delle zone umide di importanza internazionale).

«I siti che cingono il Golfo di Oristano hanno sempre sofferto l’assenza di una gestione organica - spiega Simone Murtas, assessore all'Ambiente del comune di Arbus - grazie al co-finanziamento della Fondazione Mava, dal 2017 la fondazione Medsea coordina le attività di tutti i soggetti inclusi nel progetto Maristanis, tra cui rientra anche il nostro Comune e il Flag Pescando (gruppo di azione locale)».

Due le figure di coordinamento individuate: il sindaco di Terralba e il vicesindaco di Cabras.
«Dal momento del nostro insediamento - conclude Simone Murtas - abbiamo ritenuto opportuno proseguire con il lavoro precedentemente svolto rinnovando e implementando il nostro contributo partecipativo, di idee e proposte congiuntamente ai comuni inseriti in questo progetto, arrivando quest’oggi a un accordo di programmazione negoziata».

Il Programma d’azione, che costituisce la parte attuativa dell’accordo, è suddiviso in sette assi strategici: governance territoriale partecipata; miglioramento dello stato ecologico dei sistemi idrici; tutela della biodiversità e del capitale naturale; riqualificazione del paesaggio e valorizzazione del patrimonio culturale; green economy, modello di sviluppo del territorio sostenibile e responsabile; rafforzamento della resilienza al cambiamento climatico; comunicazione e sensibilizzazione ambientale.

«Il Contratto prevede una gestione integrata delle zone umide marino-costiere, che in Sardegna hanno un ruolo fondamentale, per arrivare a una più efficace salvaguardia e tutela ambientale e a un nuovo modello di sviluppo locale incentrato sulla qualità delle risorse ambientali e sulle peculiarità socioculturali del territorio. La possibilità di coinvolgere i soggetti privati è importante anche nell’ottica della realizzazione di un marchio che contraddistingua le produzioni tipiche del territorio. Tra gli obiettivi c'è anche una sfida che ha una particolare valenza culturale: creare il primo golfo in Sardegna dove sia bandita la plastica monouso», conclude l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Lampis.

Per Michele Schirru, vicesindaco durante la scorsa amministrazione Ecca: «È stato approvato un progetto avviato da noi nel 2018, che va nella direzione di una cooperazione tra il nostro territorio e quello dell’oristanese, e che ha privilegiato la valorizzazione degli stagni di Corru S'Ittiri, Marceddì e San Giovanni. Speriamo però che Maristanis non resti solo un gran bel progetto, ma che sia finanziato con le ingenti risorse europee che arriveranno anche in Sardegna nei prossimi anni. Per Arbus potrebbe essere una buona opportunità per la valorizzazione della parte settentrionale della nostra costa».

Valentina Vinci ©riproduzione riservata

Nella foto in evidenza: Simone Murtas, assessore all'Ambiente di Arbus, Gianni Lampis assessore regionale all'Ambiente, Andrea Concas, sindaco di Arbus.

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