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Patria, di Fernando Aramburu

Spagna:  all’inizio degli anni sessanta i Paesi Baschi rivendicano la loro indipendenza. Si costituisce un’organizzazione armata, l’ ETA,  che in qualche decennio semina terrore, portando al suo attivo 800 omicidi e numerosissimi attentati terroristici contro civili e militari. Il finanziamento avviene attraverso una rete di estorsioni che coinvolge imprenditori.  Il suo simbolo è un’ascia intorno a cui si avvolge un serpente ; il motto è “bieta arraj” ( perseguire Patria e Libertà ).
Nell’ottobre del 2011 l’ETA annuncia la cessazione della sua attività armata.
Sullo sfondo di questo scenario si muovono le storie di due famiglie, quelle di Joxian e Txato,  legate in principio da  solida amicizia.
Txato viene ucciso dall’ETA. L’evento tragico spezza il filo che lega gli antichi affetti , stravolgendoli.
Tra fanatismi, rancori, ricordi,  dubbi e desiderio di riconciliazione si snodano per qualche decennio le vite di chi rimane e deve elaborare: Bittori , vedova di Txato, sola contro tutti. Miren, accecata dal legame di sangue col figlio terrorista, suo marito e i figli di entrambe le famiglie, con le loro storie e le loro difficoltà.

Romanzo di grande forza narrativa, pubblicato nel 2016.
Fernando Aramburu è uno scrittore basco . Nasce a San Sebastiàn  nel 1959 e compie gli studi di Filologia ispanica all’Università di Saragozza.
Insegna per alcuni anni spagnolo in Germania e comincia a dedicarsi alla scrittura spaziando nella sua vasta produzione dai romanzi e i racconti alle poesie, i saggi e i libri per ragazzi.
La sua ultima opera, Patria ha ricevuto il prestigioso Premio de la Crítica 2016.

A cura di Paola Congia

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