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Una piccola storia di disoccupazione giovanile [L’occhio]

Giovanni è uno di noi. Un ragazzo come tanti che vuole guadagnarsi di che vivere e si guarda attorno per trovare la strada. Voleva fare il geometra, ma ha capito che quella non è la strada giusta. Vede troppi diplomati a far niente. Un diploma al tecnico, forse? Anche lì non gli sembra di avere speranze. Ad ogni modo si era detto che un diploma, comunque andassero le cose, gli sarebbe stato utile un giorno o l’altro.
Così, è andato all’ufficio di lavoro. Si chiama così? O centro per il lavoro? Insomma, si è rivolto all’ufficio pubblico territoriale per il lavoro, nella speranza appunto di trovare uno straccio di occupazione retribuita. Sembravano gentili e disponibili, gli impiegati. Tuttavia non ha ancora ricevuto alcuna notizia anche se è quasi trascorsa un’altra stagione. E, per quanto i suoi genitori non gli pongano rimproveri, come invece avviene in altre famiglie, si sente un peso.
Ha provato in Comune, dove un lungo elenco di persone, anche di una certa età e con familiari a carico, cerca una qualche assistenza economica in cambio di piccoli lavori di pulizia sulle strade, o di estirpazione di erbacce presenti qua e là sui marciapiedi. “Ci sono buche sulle strade”, pensa. Cartelli da mettere a posto, strisce pedonali da rinfrescare e poi, in periferia, erbacce che invadono cunette, siepi abbandonate e immondizie e plastiche a iosa. “La legge non lo consente – gli dicono –. Le pulizie sono già state programmate, ma non si sa quando inizierà il programma”.
Tenta un’altra strada. È un ottimo nuotatore ed è in grado di occuparsi di bagnanti che rischiano. Anche lì però è complicato. Servono brevetti, autorizzazioni, esperienza e, perché no?, anche “qualche conoscenza”.
Potrebbe allora raccogliere le cicche, le bottiglie di plastica, le cartacce e gli svariati rifiuti sulle spiagge.
Non è possibile neanche far questo. Occorrono autorizzazioni “costose” che neppure le associazioni preposte, come quella della Protezione civile che fa prevenzione antincendio, si possono permettere. Poi non ci sono soldi. Scarseggiano.
E intanto, pensa Giovanni, nessuno sembra far qualcosa. Neppure lui che dall’anno scorso potrà andare a votare alle prossime elezioni, sembra poter fare qualcosa: non è abilitato a raccogliere cicche dalla strada. Se non in modo volontario, gratuito e senza farsi notare più di tanto. Non sia mai che qualcuno sia invidioso e lo metta nei guai.
Dai, pensa infine, per fortuna ci sono mamma e papà. Che hanno ancora una retribuzione sicura. Non come il padre di Simone che probabilmente dovrà partire all’estero. Ha quasi 50anni. Qui non trova lavoro. 700 euro di cassa integrazione non bastano a pagare il mutuo per la casa. E in Italia, i 50enni non vengono più assunti. Ma neanche i 40enni, né i 20enni. Speriamo trovi lavoro anche a Giovanni.

Poli Femo

fonte foto: qui

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