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Contro lo sport (a favore dell’ozio)

Bruno Ballardini, esperto di comunicazione strategica, scrittore e saggista, ci presenta un saggio dal titolo provocatorio per regalarci una riflessione, ad ampio spettro, sullo sport.
Lo sport pare oggi diventato un sostituto di riti, una panacea universale per stabilire valori etici, trasformare in belli i brutti, prevenire malattie in ogni genere.
La provocazione è questa: lo sport fa male alla mente.
“Il massimo della perversione l’abbiamo raggiunta nella nostra epoca, visto che troviamo del tutto normale l’esistenza di individui pagati per giocare anziché lavorare, e osannati per questo dalle masse come eroi nazionali”.
Sport e storia, sport e filosofia, luoghi comuni, ma soprattutto sport e marketing, binomio perverso e subdolo cui ci sottoponiamo spesso senza consapevolezza.
A che gioco si gioca quando si fa sport? Le questioni sono tante, tutte poste con linguaggio semplice e di gradevolissima lettura.

Contro lo sport (a favore dell’ozio)” di Bruno Ballardini (ed. Baldini e Castoldi)

A cura di Paola Congia

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