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Seggiovia ferma da sette anni: intervista al presidente de Sa Corona Arrubia Francesco Sanna

Francesco Sanna, 37 anni, vicesindaco di Collinas e presidente del “Consorzio Turistico della Marmilla Sa Corona Arrubia”. Lo abbiamo intervistato per sapere dei sette anni di fermo della seggiovia costata un miliardo e 700milioni di vecchie lire, e di altre questioni sul consorzio. Le domande sono frutto di quel che hanno detto e pensato numerosi cittadini.

Riportiamo integralmente le risposte del presidente Sanna.

In una recente intervista su Videolina, fa intendere ad un rilancio del consorzio Sa Corona Arrubia e delle sue infrastrutture. Sono circa gli stessi intenti che il suo predecessore Egidio Cadau dichiarò in un’intervista nel 2014. Si può pensare per esempio alla riapertura della seggiovia e al risveglio generale del “sistema” Corona Arrubia? Perché gli abitanti del territorio questa volta dovrebbero credere alle parole del Presidente in carica? Da allora, cos’è cambiato? Esistono, di fatto, novità che possano far sperare ad un cambiamento di rotta?
«Ai sindaci sono state prospettate alcune linee di azione volte al rilancio del territorio attraverso maggiore promozione del patrimonio culturale, materiale e immateriale del territorio, più servizi diffusi nei diversi comuni che vorranno avvantaggiarsene e un programma di investimenti volti a rilanciare l’attività museale, del parco geobotanico e la cura del complesso delle infrastrutture di proprietà dell’Ente, tra cui anche la seggiovia per la quale è stata chiesta una valutazione tecnica, in mancanza della quale è vano fare affermazioni. I sindaci, in rappresentanza del territorio, le hanno ritenute valide e attuabili mediante un efficace gioco di squadra».
Seggiovia: più passa il tempo, più la ruggine corrode. Nel caso non si dovessero ottenere finanziamenti per lo sblocco (300mila euro), che ne sarà di quell’infrastruttura?
«Quando avremo un’adeguata valutazione sulla spesa eventualmente necessaria, insieme ai sindaci valuteremo le opzioni percorribili in un più ampio quadro di gestione del complesso naturalistico e museale, un piano di gestione si costruisce su numeri certi e non su cifre approssimative».
Si vocifera che, se non fosse per i dipendenti della Cooperativa, Sa Corona Arrubia avrebbe già i lucchetti ai cancelli, perché i bilanci sarebbero in perenne segno meno. Le spese sono di gran lunga superiori alle entrate. E si va avanti grazie alle “iniezioni” della Regione. È vero? Se sì, Lei ha un piano, un’idea concreta, per sanare questa situazione?
«Sono, appunto, solo voci. L’intera architettura gestionale si basa sul finanziamento regionale. Le strutture si tengono aperte con un’ottimale gestione delle risorse disponibili e reperibili e, ingrediente non trascurabile, con tanto, tantissimo lavoro di squadra. Squadra di cui le cooperative sono una preziosa componente e risorsa per il territorio insieme alle amministrazioni dei comuni e alle attenzioni delle istituzioni sovraordinate, senza il cui supporto e raffronto sarebbe impossibile gestire un progetto di tale complessità».
È stata una perdita per il Museo il trasferimento ad Alghero del direttore Paolo Sirena, per anni cuore pulsante e pensante del Museo?
«Al Museo del territorio pulsa e pensa il cuore di una squadra fatta di tante figure. Avere una figura di tale rilievo, scelta per operare in un altro contesto, è motivo di orgoglio per il Consorzio, soprattutto se quella figura si è formata e ha avuto nel territorio il suo primo banco di prova. Crediamo nel valore della cooperazione, sia nelle difficoltà che nelle fortune mai nessuno è solo, in questa visione non c’è spazio per le “perdite”, c’è solo spazio per nuove forme di collaborazione».
Alcuni anni fa sono stati spesi circa 20mila euro per l’acquisto di biciclette, viste poi raramente in giro. È vero? Dove sono? Vengono utilizzate, oltre alla manifestazione Mtb della Marmilla?
«Un progetto similare venne finanziato in un territorio limitrofo a quello del Consorzio Turistico Sa Corona Arrubia, si pensò di mettere insieme percorsi e sistema informativo attraverso un’opportuna convenzione, la gara per la gestione del servizio è andata deserta per due volte e in attesa che si trovi un metodo per gestire secondo i criteri accordati tra i due enti, stiamo provvedendo ad attivare una convenzione transitoria che permetterà la fruizione delle biciclette e dei percorsi studiati nel progetto per il territorio del Consorzio».
Domanda marzulliana: si faccia una domanda e si dia una risposta.
«Cosa si attendono le persone dal Consorzio Turistico Sa Corona Arrubia? Che faccia ciò per cui è stato creato: creare meraviglia facendo conoscere il suo territorio e la sua cultura millenaria. La meraviglia che si nasconde dietro il nostro quotidiano è l’energia rinnovabile che può e deve supportare e attivare l’economia della Marmilla. Non c’è onore più grande del mettersi a disposizione di queste legittime attese».

Saimen Piroddi      © Riproduzione Riservata

 

Approfondimento:

La seggiovia è stata costruita agli inizi degli anni 90 dal “Consorzio Turistico della Marmilla Sa Corona Arrubia” ed è costata 1.700.000.000 di lire da fondi comunitari. Insieme al “Museo del Territorio”, è stata voluta per lanciare il turismo nella Marmilla.
Il fermo dell’impianto è dovuto al fatto che sette anni fa mancavano 300mila euro per la revisione di sicurezza obbligatoria.
Nel 2012 il Consorzio ha fatto domanda per ottenere fondi comunitari con il “Progetto Pilota Di Sviluppo Locale Per l’Area Svantaggiata Della Marmilla. Interventi Strutturali Sa Corona Arrubia”, che non solo prevedevano i 300mila euro per la manutenzione obbligatoria della seggiovia, ma anche 232mila euro per il completamento del “Parco Geobotanico del Mediterraneo”, 70mila per la “Sezione Paleontologica” e 166mila per il potenziamento della copertura wifi nei comuni del territorio, per un totale complessivo di 698.936 euro. «La seggiovia si era, negli anni del suo utilizzo, quasi ripagata dai soldi dei biglietti. È stata un’attrazione per anni – aveva spiegato il direttore del museo de Sa Corona Arrubia Paolo Sirena, in un’intervista su La Gazzetta del Medio Campidano – Tra piscina, museo, seggiovia e le altre attrazioni del compendio grande 60 ettari, si è riusciti a creare un polo che mette insieme sport e benessere attraverso la piscina, i percorsi trekking e le piste ciclabili. Cultura e arte attraverso il museo, e natura attraverso il paesaggio e la possibilità di ammirarlo grazie alla seggiovia». L’ex presidente del consorzio Egidio Cadau, in un’intervista rilasciata ad aprile 2014, subito dopo il suo insediamento, dichiarò che tra gli obiettivi da raggiungere vi sarebbe stata la riapertura della seggiovia.

Breve cenno storico:
La struttura è situata tra Lunamatrona, Villanovaforru e Collinas ed è stata fortemente voluta dall’ex sindaco di Villanovaforru Giovanni Pusceddu, famoso per i suoi trent’anni di amministrazione e per aver cambiato radicalmente Villanovaforru, trasformandolo da anonimo a rinomato paese turistico. Lo stesso Pusceddu è stato anche uno dei fondatori del consorzio nato nell’ormai lontano 1982. La seggiovia è unica in Sardegna. La stazione di partenza si trova ad un centinaio di metri dal museo e il capolinea sul promontorio della Giara di Siddi.

Commenti della gente:
«Conosco Sanna da anni. Una persona competente, precisa e perbene – dice un cittadino di Collinas – Ora è responsabile di contribuire, attraverso l’infrastruttura più grande della Marmilla, al miglioramento di un’intera area. Ai sogni e al rilancio di un territorio. Una responsabilità enorme. Spero ne sia cosciente e non prenda la cosa alla leggera, o come un semplice impiego d’ufficio». «Quel posto dovrebbe essere pieno di bus come a Barumini – aggiunge una cittadina di Villanovaforru – Speriamo che questo presidente senta addosso il peso della responsabilità, in modo che questa “pressione” lo spinga a lottare con tutte le forze e senza sosta».

s.p.

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fonte foto F.Sanna: qui  |  fonte altre foto: archivio s.p. 2016

 

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