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Sardara: intervista all’ex sindaco Giuseppe Garau

Quello che non ha detto l’opposizione di Sardara, lo ha dichiarato l’ex sindaco Giuseppe Garau, che ha messo discussione le scelte amministrative dell’attuale Giunta in merito al bilancio di previsione 2017, approvato due settimane fa in Consiglio comunale. Scelte di cui i componenti della maggioranza, alcuni dei quali già amministratori nella precedente Giunta Garau, si ritengono invece molto soddisfatti. Lo stesso vicesindaco Ercole Melis lo ha definito “ frutto di una collaborazione condivisa ( a differenza dei precedenti bilanci) e di un’analisi accurata, punto per punto”.
Di contro, l’ex sindaco, ancora “amareggiato” per non essere stato ricandidato come primo cittadino alle scorse elezioni comunali, ha dato libero sfogo sul suo profilo Facebook. Gli abbiamo pertanto chiesto un’intervista per chiarire alcune affermazioni.
Cosa intende con la critica mossa sui social? Non mi esprimo sulle singole persone e su quanto asseriscono. Ho sempre guardato alle cose fatte o non fatte. Ho semplicemente riportato alcuni fatti noti a tutto il paese: le difficoltà nel rilasciare autorizzazioni di tipo urbanistico a causa della mancata sostituzione del geometra (andato in pensione lo scorso agosto) hanno causato un danno per l’attività edilizia regolare; una minore presenza di visitatori dovuta ad una carente promozione turistica: non c’è stato il Plein Air per gli amanti del camper, la giornata Bandiera Arancione è stata un flop e la festa de su Binu Nou ha visto minori presenze rispetto alle passate edizioni. E’ sufficiente chiedere agli operatori economici locali (bar e ristoranti) e verificare gli ingressi al museo archeologico o al sito di Sant’Anastasia. Sulle povertà estreme non si è provveduto a stanziare nessuna somma nel bilancio 2017, seppur siamo in presenza di un dimezzamento dei fondi regionali a disposizione. Però ci preoccupiamo dei soldi per le manifestazioni. Sono tre evidenti carenze di programmazione politica altro che analisi accurata. Sul cittadino ricadono gli effetti di una buona o di una cattiva programmazione. Poco interessa se del bilancio si occupa Tizio o Caio. Per la Comunità conta la sostanza, ossia le priorità individuate dall’amministrazione.

Anche il consigliere di opposizione Sergio Saderi lamenta che il Comune, noto come “il paese dei muratori”, non abbia investito sull’edilizia piuttosto che sull’agricoltura. Ultimamente però la minoranza viene percepita “meno aggressiva” di quando era sindaco e spesso fa leva sugli errori commessi in passato dagli assessori da Lei delegati. Cosa pensa dell’attuale opposizione: la percepisce cambiata? Non conosco l’operato della minoranza. Non assisto alle sedute consiliari. E non sono interessato ad esprimere valutazioni in merito. Posso solo affermare che sulle mancanze di cui sopra non ho letto niente sui giornali stampati. Mentre i cittadini ne parlano quotidianamente.

Nei post su Facebook solleva dure critiche anche nei confronti del Pd, partito che Lei ha sempre difeso anche quando non faceva gli interessi della comunità e alcuni la esortavano a restituire la tessera. Qualcuno pensa che Lei, “già da ragazzino”, abbia vissuto “per, ma anche grazie, ai partiti di Sinistra (da quelli comunisti fino al Pd)”. Finché il partito l’ha sostenuta, tutto ok? Ora non più? Cosa è cambiato da prima a oggi? Tutti sanno che sono cresciuto politicamente nella sezione dei comunisti. Non è un merito, ma neanche un demerito. Ho sempre vissuto grazie alle mie forze: il partito comunista non mi ha regalato il diploma o la laurea conseguiti con il massimo dei voti. Per accedere al posto di lavoro ho superato un concorso pubblico nel dicembre 2007. Il mio è un percorso politico coerente: nel PD ho sostenuto prima Bersani, poi Cuperlo. Ho aderito oggi ad Articolo 1, il movimento dei Democratici e dei Progressisti. E’ sufficiente dare uno sguardo sul mio profilo su facebook per ritrovare le critiche mosse sulla linea politica del PD a matrice renziana: dal Job Act, ai decreti Sblocca Italia e Destinazione Italia (con delibere di giunta comunale contrarie sui decreti), dalla legge elettorale bocciata dalla Consulta per arrivare alla riforma costituzionale. Ho preso parte ai comitati per il NO al referendum. Più lineare di così!

Un’altra sua affermazione è: “chi riveste ruoli istituzionali deve rispondere pubblicamente del proprio operato. Se allergico alle critiche (costruttive), può tranquillamente starsene a casa sua”. Lei però non è rimasto a casa quando, prendendo sul personale fatti pubblici riportati dai giornalisti locali, ha attaccato indiscriminatamente la stampa. È sempre dello stesso parere? Ho semplicemente espresso il mio parere. Pubblicamente. Non ho la pretesa che gli altri condividano la mia opinione, ma vale lo stesso per gli altri. Ma non mi sono mai permesso in 15 anni di consiliatura di pretendere il silenzio sul mio operato amministrativo. Ho sempre detto e scritto che gli amministratori pubblici hanno il dovere di rendere conto. Gestiscono un “potere” e la stampa ha il dovere di “chiedere conto”. E l’amministratore ha il dovere di rispondere. Ad ogni modo Le chiedo: rispetto al mio tam-tam (tanto criticato) sui social network, oggi a Sardara le persone sono più o meno informate sulle scelte fatte dall’amministrazione?
“io continuerò a fare Politica anche fuori dal Pd”, ha scritto in un post. La prossima candidatura? A Sardara, suo paese nativo, a Guspini dove risiede, o direttamente in Regione? Se qualcuno ha pensato ad un mio precoce pensionamento dalla Politica ha sbagliato di grosso. Io continuerò a dire la mia argomentando, nel merito, le questioni che ritengo d’interesse per la Comunità di Sardara e del territorio. Candidature? Adesso lavoriamo per includere più esperienze e persone possibili dentro Articolo 1. Poi si vedrà. Ma di certo non sono il tipo che si tira indietro rispetto alle sfide che verranno.

(m.p.)      

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